Una giornata all’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Pagani, per ricordare il Sindaco Marcello Torre e tutte le vittime della malavita organizzata nel trentanovesimo anniversario dell’omicidio.
La mattinata ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole del territorio che hanno assistito allo spettacolo dal titolo “L’Inganno” a cura di Alessandro Gallo, scrittore, autore e regista teatrale napoletano, trasferitosi a Bologna dove si occupa di educare alla legalità attraverso l’arte teatrale.
Il successivo intervento del Professore Marcello Ravveduto che insegna Digital Public History nelle Università di Salerno, Modena e Reggio Emilia, e autore del libro “Lo spettacolo della mafia: Storia di un immaginario tra realtà e finzione”, edito dal gruppo Abele, ha fornito delucidazioni sul cambiamento della mafia con l’avvento dei social.
Nel passato le informazioni che il pubblico ha avuto della criminalità organizzata, sono sempre state veicolate attraverso la narrazione delle storie cinematografiche che ne hanno divulgato le peculiarità, fino a trasmetterne una conoscenza precisa, ma le trasformazioni dei mezzi di comunicazione hanno determinato ulteriori metamorfosi nelle modalità attraverso cui la cultura delinquenziale si dirama.
Al termine del dibattimento, è stata deposta in via Perone a Pagani, luogo dell’omicidio, una corona di fiori.
Nel pomeriggio si è assistito alla tavola rotonda sul tema delle mafie e la corruzione con la partecipazione di Isaia Sales, Alberto Vannucci e il giornalista Marco Damilano direttore dell’Espresso, che ha ricevuto il premio per il suo impegno civile, in virtù dell’opera di divulgazione e approfondimento delle tematiche inerenti la criminalità.
Gli interventi di Isaia Sales e di Alberto Vannucci, rispettivamente docente di Storia delle mafie all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e di Storia Politica presso L’Università di Pisa, hanno permesso di riflettere su aspetti importanti durante la manifestazione.
Nel suo libro “Storia dell’Italia corrotta”, Sales ricorre al termine mafirruzione per indicare lo stretto legame che s’instaura tra potere mafioso e corruzione; in questo meccanismo il primo s’inserisce perfettamente nei gangli dei sistemi corruttivi adeguandosi alle regole che vigono indiscusse all’interno.
La corruzione non è solo un fenomeno italiano, ma nel nostro Paese le sanzioni culturali, morali e sociali non si impongono in maniera decisiva come altrove, e vige l’idea che l’esercizio della corruzione agevoli il riconoscimento del potere.
Per Vannucci quantificare i livelli di insediamento dei comportamenti corruttivi è difficile, perché i dati giudiziari rilevano solo i fatti emersi e non tutti gli altri. Solo dalla combinazione di indicatori diversi è possibile ottenere dei dati, che non sono assolutamente rassicuranti.
Attualmente, delinquere corrompendo risulta essere razionalmente conveniente. I possibili deterrenti riguarderebbero istruzione e cultura, capaci di scoraggiare il ricorso alle pratiche di corruzione rafforzando l’etica pubblica.
Ad ascoltare e animare l’incontro, gli interventi dei parenti delle vittime, costretti a vivere il lutto della perdita senza avere nessuna prova di appello.
Sono tanti e dignitosamente continuano a consolidare una memoria collettiva per evitare che simili tragedie non si replichino più, e a destrutturare l’ambiente nel quale si formano le personalità criminali.
Gli anni sono passati, ma non si possono dimenticare persone che con le loro scelte di cittadini consapevoli hanno fatto la differenza, ricorda Alessandra Clemente Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, e figlia di Silvia Ruotolo vittima di camorra.
Ai familiari di Aniello Giordano e Giuseppe Salvia caduti innocenti della camorra sono stati consegnati gli attestati alla memoria, perché anche quelle vite possano rappresentare un monito per tutti affinché la storia futura possa trovare sbocchi diversi.
A conclusione della commemorazione, oggi 12 dicembre alle ore 11.00 è prevista al Centro Direzionale, la Cerimonia di Intitolazione di Largo Marcello Torre antistante il Palazzo di Giustizia di Napoli per continuare a “rivolgere lo sguardo dalla parte giusta”, afferma l’Assessore Alessandra Clemente che sarà presente alla cerimonia.

