False assunzioni ed evasione fiscale Inps-Enel. L’inchiesta partita da Nocera

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Evasione da 40 milioni per l’Inps. La procura di Nocera indaga e potrebbe ascoltare a breve l’attuale direttore generale dell’ente previdenziale, Massimo Cioffi, voluto dal presidente Tito Boeri ma accusato anche dal capo della vigilanza di voler insabbiare gli accertamenti su un presunto buco da 40 milioni di euro per le casse dell’Inps. Cioffi non è indagato e l’indagine potrebbe rendere necessario ascoltare l’alto dirigente come persona infomata sui fatti. Tutto ha inizio nel 2012 da un’indagine su assunzioni fittizie in aziende dell’Agro nocerino, diretta dal pm Roberto lenza ed eseguita dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Nocera Inferiore. Il cosiddetto filone Enel è emerso a novembre scorso, poco dopo il blitz del pm Lenza, del luogotenente Massimo Santaniello e dell’appuntato Nicola Montone quando i magistrati acquisirono i documenti alla direzione centrale dell’istituto previdenziale. Grazie alla recente deposizione di Fabio Vitale, direttore della vigilanza, portato alla luce il buco reale che da 20 è passato a 40 milioni di euro e sarebbe stato provocato dal mancato versamento dei contributi relativi al tfr e alle mensilità aggiuntive. Una precedente deposizione c’era stata il 13 di novembre, giorno in cui Vitale spedì un sms a Cioffi in cui scriveva di aver risposto ad alcune domande sulla vicenda Enel e, a quel punto il collega lo denunciò con l’accusa di violazione del segreto investigativo, sebbene il messaggio non contesse nulla di rilevante. Messo sotto intercettazione dai carabinieri si è scoperto che Vitale non aveva detto tutto e perciò è stato risentito dalla procura in veste di testimone ma senza avvocato. Da parte sua, Vitale ha svelato che le indagini sull’esodo dei dipendenti dell’Enel avevano avuto inizio fin dal 2013, anteriormente alla sua assunzione della carica di direttore della Vigilanza (settembre 2014). Egli estese gli accertamenti a tutte le società del gruppo Enel cominciando a subire pressioni sul suo lavoro di controllo poiché Cioffi subentrava come nuovo dg dell’Inps il 27 febbraio 2015. Lo stesso Cioffi lo sospese per 120 giorni per presunte violazioni amministrative relativamente al periodo in cui operava ancora in Toscana. Pur conclusa l’attività di vigilanza che era finita nel mirino, la Direzione Centrale dell’Inps preferì sospendere la pratica Enel per diversi mesi. Un ulteriore fattore di pressione fu rappresentato dalla proposta che poi lo stesso Cioffi fece a Vitale, da funzionario sospeso, di lasciare la vigilanza per un altro incarico. Vitale declinò l’offerta e, tornato al suo posto, il 18 gennaio scorso concluse gli accertamenti certificando infine che per il periodo 2006-2011 sussistevano 5 milioni di euro contestabili, e per il 2011- 2015 la cifra s’impenna a 35 milioni.

(Da Le Cronache in edicola)