Nocera Inferiore, 14 anni senza Antonio Orsini

0
161

Il tempo passa, anche quando si tratta di ricorrenze. Ma quando si lascia un’impronta, ci sarà sempre qualcuno che ricorderà. 14 anni fa moriva Antonio Orsini, il presidentissimo della Nocerina, colui che più a lungo di altri, tra vittorie e sconfitte, ha ricoperto la carica di dirigente e massimo esponente del club, da fine anni sessanta a metà anni ottanta del secolo scorso, con qualche successivo ritorno in momenti difficili. Sembra rivederlo alla scrivania nel suo ufficio del palazzotto rosso di piazza de Santi. Il suo concittadino sangiorgese Gennaro Corvino, è il ’96, lo telefona e gli dice che deve concedere un’intervista a Teleagro per ricordare il primo Juve-Nocerina della storia in occasione dell’imminente secondo. Orsini, pur essendoci state in precedenza scorie da diversità tra ex democristiani, accetta. Nel suo studio aveva la locandina diventata quadro di Juve-Nocerina, coppa Italia del 1978, quando Garlini portò in vantaggio i rossoneri segnando a Zoff. Raccontò della signorile accoglienza di Boniperti e dell’emozione che provò quel giorno. All’inizio metteva soggezione. Sotto la scorza brusca si nascondeva una persona genuina. Non so se rendo l’idea era il suo intercalare in italiano. Mentre quello in dialetto è noto a tutti, s’adda fa scutulià a rezza. Presidente, costruttore, politico, credente vero. Qualche giorno fa l’ha raggiunto lassù la moglie Dina, che era con lui in quella famosa sera a Torino, una delle sue rarissime apparizioni in uno stadio. Quaggiù c’è ancora gente che gli vuole bene e lo porta ad esempio. Il figlio maggiore Gaetano, altissimo e gentilissimo, uno che sarebbe il presidente ideale ma che preferisce custodire un mondo bellissimo di ricordi molossi ma che sa anche sorprendere, ad esempio con la presenza allo stadio qualche anno fa quando il Città di Nocera giocò la prima partita di Eccellenza. L’altro figlio Franco, che battaglia per altri motivi senza arrendersi, uno che preferiva la curva alla tribuna. I nipoti, che hanno conosciuto il calcio nocerino attraverso i racconti e la presenza accanto a Gaetano in tribuna nell’anno dell’ultima B. Ma anche tutti i tifosi rossoneri che hanno avuto la possibilità di conoscerlo.