Era finito al centro dell’inchiesta legata agli sconti sulle sepolture presso il cimitero di Angri: Luigi Cagnazzi, uno dei custodi, ha deciso di puntare sul patteggiamento alla condanna di 1 anno e 10 mesi di reclusione. Come riporta “Il Mattino”, Cagnazzi è accusato di truffa, violazione di sepolcro, falso ideologico e abuso d’ufficio. Intanto, sempre per la stessa inchiesta, altre 13 persone rischiano il processo. La truffa consisteva in un accordo tra il privato e i due custodi sulle false attestazioni di residenza del defunto. Il familiare, in questo caso, pagava 218 e non 900 euro per l’attività di inumazione. Evitando, inoltre, i costi per il trasporto della salma.
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