Nocera Inferiore, c’è chi sceglie la Leopolda e chi invece l’Antoniana

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La Leopolda è il regno da raduno di Renzi, Pontida dei leghisti da sempre. Piazza San Giovanni a Roma una volta era tutta rossa. A Nocera, senza particolari colori, esiste l’Antoniana. A dicembre, Manlio Torquato – come da anticipazione dei giorni scorsi di IN PRIMA NEWS- avrebbe intenzione di convocare una sorta di Stati Generali della Coalizione, per una road map – ora si dice così ovunque- da qui a fine mandato. Il tempo, pare un’ovvietà, è la cosa più preziosa, specialmente quando sembra sfuggire o stringere. La location, per la terza volta nella storia dei grandi appuntamenti e delle coalizioni a sostegno del sindaco, sarebbe nuovamente il Convento di Sant’Antonio. I più giovani non sanno che Sant’Antonio, nel corso della prima repubblica, era il luogo deputato alle riunioni politiche importanti, quelle che decidevano sindaci non eletti dal popolo ma da maggioranza ad ampia porzione democristiana. Quel sant’uomo di Padre Guglielmo Salierno, conteso dai due Antonio,voluto bene da Orsini, che abitava da quelle parti, ma anche da Guerritore, abitante in tutt’altra parte, spesso doveva mettere pace tra le tante correnti e ambizioni scudo-crociate. Leggenda politica e popolare racconta che si adirò di brutto nella drammatica serata dello scisma, quando in due lasciarono la Dc per confluire nel PSI e prendersi la carica di sindaco. Nel periodo dell’immediato post terremoto, Sant’Antonio era anche sede dei summit della buonanima di Zamberletti. Tornando a bomba, nella speranza che scompaiano del tutto gli abatini visto che ora lassù ci sono frati lontanissimi dalla politica, la road map avrà precise coordinate. Bonifica di fiumi e torrenti, collettamento fognario, tentativo ulteriore di un piano di mobilità comprensoriale, situazione Montevescovado, magari anche Parco Fienga. Priorità tra le criticità, la messa non è ancora finita, mancano anni preziosi e con una buona volontà, senza miracoli pur nel posto intitolato al santo dei miracoli, la coalizione magari potrebbe serrare le fila e cercare di conferire all’azione amministrativa quello slancio che Torquato immagina possa ancora esserci.