Visto da destra, cioè definizione Lanzetta, è stato il deserto dei tartari, alla Buzzati. Visto da sinistra, cioè definizione Rea, è stato il silenzio degli innocenti, alla Harris. Chi scrive vorrebbe citare i Baustelle, a chi mai dentro di sé il vuoto misurò. Ci moderiamo e scegliamo non pervenuta per commentare l’assenza di tutti i consiglieri di maggioranza all’odierno question time, durato un’ora e caratterizzata da interrogazioni e interpellanze dell’opposizione, quasi tutte della Lanzetta, una di Spinelli. Per l’opposizione, erano presenti nei banchi anche Lupi e, per un tratto di tempo, Borzi. Non c’è il numero legale nel question time, ma quando a venir meno è la totalità della maggioranza, quando non c’è voglia di sacrificare un’ora appena ad interessi professionali sia pur legittimi, la democrazia, quella vera, subisce una piccola mortificazione. Il sindaco Torquato era ben disposto, gli assessori pure anche se con evidenti sgarrupamenti nelle risposte in qualche caso. Bene come al solito De Nicola da presidente. Nuova veste, inizialmente, per l’assessore Prisco, che in assenza momentanea di Torquato e senza Campitelli, si è seduto nella postazione del sindaco, risultando per una ventina di minuti il vice del vice. Finale sorridente. Per discutere di fideiussioni e penali, in relazione all’ormai allarmante questione di Piazza Nassiriya, ci voleva un’eccezione rispetto all’ordine del giorno. Lanzetta chiede, Torquato concede, Spinelli fa presente che ci sarebbe un’eccezione bis sua su altro argomento. Finisce che di fideiussioni e penali ne parlano amabilmente a consiglio finito, tra di loro, Lanzetta e Prisco alla presenza di De Nicola.
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