Venerdì scorso, nella Sala Convegni di UNIMPRESA, a Castellammare di Stabia in via Annunziatella, si è tenuta la Conferenza “Il Doriforo da Stabiae – Alla ricerca di un mito”, organizzata dall’Archeoclub Stabiae, nata il 7 luglio scorso.
La conferenza ha portato all’attenzione del pubblico il Doriforo, una statua rinvenuta nel 1976 a Castellammare di Stabia durante uno scavo sulla collina di Varano. Si trattava molto probabilmente di un ornamento a un’abside di un ginnasio, edificio identificato con la Villa del pastore. La statua gemella si trova al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, proveniente dalla Palestra Sannitica di Pompei. Sono intervenuti il Presidente dell’Associazione, Massimo Santaniello, Umberto Pappalardo, professore all’Università di Tunisi, Direttore del Centro Internazionale di Studi Pompeiani, il Soprintendente ABAP Area Metropolitana di Napoli, Mario Cesarano, l’archeologo Angelo Mascolo, Vicepresidente di Archeoclub Stabiae.
Il Doriforo di Policleto, una volta alla luce, invece di essere consegnato alla Soprintendenza, finì nelle mani di un antiquario. In seguito una copia fu esibita al Museo di Monaco di Baviera, recando la scritta “Doriforo da Stabiae”. Tanto bastò a diffondere la notizia che si trattasse di un reperto italiano trafugato all’estero a mettere in guardia il Museo bloccandone l’acquisto. E’ stato poi trovato a far parte della collezione del Minnesota Museum of Art, negli Stati Uniti, con diversa scritta sull’etichetta, dove si diceva che era stato trovato negli anni trenta “in the sea off Italy”, oltre le acque italiane. Il professore Umberto Pappalardo ha seguito il corso della vicenda per circa dieci anni. La conferenza è stato un modo per accendere i riflettori sull’archeologia stabiese. Solo un’azione legale potrebbe contestare quanto scritto sull’etichetta della provenienza, ma fino ad oggi lo studio non ha ricevuto la dovuta considerazione anche per la mancanza di prove che accertino il suo rinvenimento a Stabia. Il Doriforo di Policleto, il portatore di lancia, è alto 196 centimetri e dello stesso marmo del Partenone. Secondo il geometra Santaniello, la prova che il Doriforo non venga dal mare, è la mancanza di segni che l’acqua lascia sul marmo. Il Doriforo del Minnesota, oggi, è privo di punta e dita del piede destro, un’ulteriore dimostrazione che possa appartenere all’abside del ginnasio della Villa del pastore così come da ipotesi effettuata. E’ un fatto notevole che l’archeologia accenda il suo interesse di nuovo per l’area stabiese così ricca di storia con le sue ville e gli scavi, come quelli in piazza Unità d’Italia a Castellammare, dove si scopre un periodo fiorente della città anche dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
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