La lettera di Serena Lamberti a Sergio Mattarella

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ll fratello del presidente Mattarella, Piersanti, fu ucciso da Cosa Nostra nel 1980 quando era presidente della Regione Sicilia, nessuno meglio di lui potrà capire il dolore, il senso di impotenza di fronte a queste tragedie. Io sono nata tra le macerie ed oggi, con la scarcerazione dell’essere che ha ucciso mia sorella, sono ripiombata nelle tenebre. È irreale come nel 2015 quando, già condannato in primo grado e all’inizio dell’Appello, ottenne i domiciliari per condizioni di salute così gravi da consentirgli, anche per l’assenza di controlli, di organizzare un clan. Solo grazie alle indagini dei Ros fu evitato un attentato. La mia rabbia si placò solo quando dopo due anni tornò in carcere. Ha continuato a fare del male, programmare crimini e omicidi, è tornato libero di stare con la sua famiglia, salvo non uscire dopo le 22».

«Io non posso stare ferma. – conclude Serena – Nonostante il dolore devo continuare a lottare. A Mattarella chiedo aiuto per ottenere giustizia. Sto pensando, anche perché me lo stanno chiedendo in molti, di scrivere un libro».