Scafati. Tante le domande senza risposte in una città che va a rotoli

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Ci si aspettava “normalità”, parola declinata in tutte le forme possibili durante la recentissima campagna elettorale, ma a Scafati si fatica a far corrispondere i fatti alle buone intenzioni iniziali.

Dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e il triennio di commissariamento, la realtà scafatese avrebbe dovuto drasticamente cambiare, almeno nei propositi, eppure la città fa acqua da tutte le parti per le tante situazioni da sistemare, i problemi da risolvere, il malcontento generale che scandisce la quotidianità dei cittadini. Ci sono urgenze da definire, non più rinviabili, come la delocalizzazione della Helios, la messa in sicurezza di alcuni istituti scolastici, l’organico comunale ridotto all’osso e ancora l’illuminazione pubblica, il problema dei rifiuti, non meno importante quello degli allagamenti, il traffico paralizzante. In questo scenario non proprio roseo ci si ritrova tuttavia a dover parlare di incompatibilità, alcune non pervenute, e di avvisi di garanzia che nella giornata di ieri hanno raggiunto il dimissionario avvocato Marco Cucurachi e l’ingegnere Michele Russo di Insieme per Scafati.

Il tempo passa e le azioni per il “risanamento” anche in termini di legalità di questo territorio scarseggiano. Inevitabile dunque porsi alcune domande: perché le incompatibilità non vengono discusse nelle sedi opportune? Perché si parla, senza mai fare i nomi, di tanti altri Consiglieri comunali che sarebbero incompatibili? Perché il presidente del Consiglio comunale, figura che dovrebbe assicurare il corretto funzionamento dello stesso tutelandone la dignità, non porta in assise la questione per discuterne in via definitiva? Il sindaco di Scafati, in merito, cosa pensa e cosa intende fare?