Vassallo, le Iene, i carabinieri e i misteri che aumentano

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Mano ferma e tanto odio. Oppure tanta droga in corpo: nove colpi calibro 9×21 esplosi da una baby Tanfoglio per uccidere il sindaco Angelo Vassallo. Una pistola mai ritrovata e che ora – modello e marca almeno – ricompare nelle ricostruzioni giornalistiche del delitto eccellente.
Nove anni dopo, alcuni servizi de Le Iene, riaccendono l’attenzione su uno dei tanti misteri italiani, ripercorrendo le tappe, i fallimenti, le piste seguite in questi anni dagli inquirenti e approdati ad un nulla di fatto. “Mano ferma e tanto odio, oppure tanta droga in corpo” è l’identikit potenziale dell’assassino fatta da Alfredo Greco, l’ex procuratore di Vallo della Lucania, il primo magistrato arrivato a Pollica nella serata tra il 5 e il 6 settembre del 2010 per avviare le indagini sulla morte di Angelo Vassallo. Dodici ore dopo, l’indagine passò alla Procura di Salerno e alla Direzione distrettuale antimafia che – secondo il procuratore Franco Roberti – stava già seguendo un’inchiesta distrettuale su Pollica. Sono passati nove anni, tra indagini affidate ai carabinieri del Ros di Salerno, coordinati dalla Dda, un decreto di archiviazione per mancanza di nuovi elementi e la riapertura del caso sempre sotto l’egida dell’antimafia che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati un ex brigadiere dei carabinieri, Lazzaro Cioffi detto Marcolino, attualmente detenuto in carcere per corruzione e associazione per delinquere per aver agevolato la cosca di Pasquale Fucito, ras del Parco Verde di Caivano. Un’accusa mai dettagliata dalla Procura di Salerno quella nei confronti di Cioffi e per la quale l’ex brigadiere non ha mai risposto in sede di interrogatorio. L’ex militare avrebbe concorso nell’omicidio del sindaco, secondo l’avviso di garanzia firmato oltre un anno fa dal pm Marco Colamonici, ma a quale titolo e quali circostanze lo porterebbero a Pollica nel settembre del 2010, dove l’ex brigadiere – secondo fonti riservate – pare sostenga di non essere mai stato?

FONTE CRONACHE DELLA CAMPANIA