INTERVISTA ESCLUSIVA AL PRESIDENTE DELLA SCAFATESE VINCENZO CESARANO DOPO LA CHIUSURA COATTA DELLO STADIO
Presidente, le sue posizioni in merito alla chiusura coatta dello stadio?
“Sono profondamente amareggiato, certo parlo in qualità di presidente, ma parlo anche in qualità di cittadino, tifoso ed appassionato. Lo stadio non è stato tolto a Cesarano, ma è stato tolto alla città, allo sport e alle numerose associazioni sportive che ogni giorno utilizzavano le piste dell’atletica per svolgere gli allenamenti.
Dal punto di vista politico, lei che ha sostenuto Salvati in campagna elettorale, in che posizione si pone? Non sente una sorta di delusione perché evidentemente appoggiando l’attuale sindaco , si aspettava soluzioni più immediate circa la situazione stadio?
“Certo, lo ribadisco. Sosterrei nuovamente lui e non mi pento assolutamente, ma allo stesso modo devo prendere atto di ciò che sta accadendo. Mi chiedo soltanto perché è stato chiuso in questo momento storico e non magari nei mesi scorsi! Significa che tutti, compresi i bimbi delle scuole calcio, si sono allenati in uno stadio dichiarato totalmente inagibile? C’è tanta contraddizione.
È riuscito a vedere o sentire l’assessore De Cola?
Con l’assessore ci siamo visti lunedì mattina al comando dei vigili urbani, abbiamo avuto un colloquio formale alla presenza del capo del vigili Giovanni Forgione: abbiamo parlato di argomenti che spaziavano dal campionato in corso, fino alle problematiche dello stadio. Abbiamo parlato anche della tifoseria e ho specificato che non ho mai fomentato né alimentato strumentalizzazioni ed attacchi contro l’amministrazione. Ieri poi, la doccia gelata con la drastica decisione di chiuderlo , a seguito di una ordinanza emessa e firmata dal comandante. Ribadisco: non troverei altro aggettivo per descrivere il mio stato d’animo se non deluso ed amareggiato.

