Scandalo Tributaria Salerno, gli indagati cominciano a parlare

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Sei dei sette arrestati, sentiti dal gip Pietro Indinnimeo per l’interrogatorio di garanzia, hanno “vuotato il sacco” e fatto parziali o totali ammissioni dei fatti che gli vengono contestati dalla procura di Salerno, pm Elena Guarino. In carcere a Fuorni è stato sentito A.M., componente laico del Consiglio nazionale di giustizia tributaria, considerato dagli inquirenti il “deus ex machina” . Nella stessa giornata il gip Indinnimeo ha condotto gli interrogatori di G.P., giudice tributario di Nocera Inferiore, (difeso dall’avvocato Mario Ianulardo) che risponde di un solo caso corruttivo: una presunta mazzetta di mille euro ricevuta per mano del funzionario G.N., di Salerno, arrestato a maggio e diventato il principale “collaboratore” della magistratura: colui che sta svelando tutti i retroscena di un giro di corruzione ormai di routine per risolvere i contenziosi con l’Erario. Dichiarazioni sono state rese anche dai commercialisti F.S., di Amalfi, e G.S., di Nocera Inferiore (difeso dall’avvocato Orazio Tedesco). Stessa scelta difensiva anche per P.P., di Sant’Egidio del Monte Albino (difesa dall’avvocato Mariagrazia Cafisi) e per il segretario della Commissione, R.A.P., di Battipaglia, difeso dall’avvocato Carmine Guadagno). Per tutti il gip ha revocato il carcere, disponendo la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari.