“La notte è piccola per noi, troppo piccolina …”, cantavano le ammiccanti e mai volgari gemelle Kessler anni addietro, ma la notte di cui parlavano era ben diversa da quella del video pubblico, girato qualche giorno fa e reso pubblico su fb da un cittadino probabilmente esasperato per quello che stava accadendo davanti ai suoi occhi: due signore alle due del mattino intente a depositare lo scarto, non si sa di cosa, opportunamente celato in buste nere, custodi con ogni probabilità di materiale difforme da quello indicato dal calendario comunale, davanti ad un’attività commerciale in via Cucci.
Se di irregolarità si trattasse, si andrebbe ad aggiungere alla serie di piccole infrazioni, tanto nefaste per l’ambiente circostante, che di fatto è la casa nella quale tutti viviamo e che dovremmo rispettare e tutelare.
Una ricerca sociologica, diversi anni fa, sui comportamenti dei cittadini napoletani nelle zone più popolose e popolari per sondare il sentimento degli oriundi nei confronti del territorio abitato, evidenziò una doppia morale: lindi e pinti gli ambienti interni, discariche a cielo aperto quelli esterni.
Vige la stessa regola anche a Nocera Inferiore?
L’ambiente è sotto i riflettori del mondo intero per l’inquinamento sempre più tossico; nugoli di cittadini di differenti nazionalità manifestano per sensibilizzare i potenti e i cittadini del pianeta, con l’obiettivo di sollecitare un cambiamento di rotta nelle politiche e nei comportamenti dei singoli.
Eppure mi è capitato di assistere a Nocera Inferiore al lancio di un sacchetto della spazzatura in pieno giorno da un balcone in pieno centro; al volo di un contenitore di polistirolo proveniente sempre dall’alto; all’abbandono con fare naturale di fazzoletti, carte, sigarette, da macchine in transito e da persone impegnate in conversazioni con conoscenti; allo sversamento del liquido, ormai acido, dell’umido contenuto nell’apposito contenitore lungo la strada; al rilascio della polvere raccolta sulle teste di ignari passanti; al lancio da balconi di pagnotte impregnate d’acqua destinate a rifocillare i colombi; al mancato uso degli appositi sacchetti per raccogliere i rifiuti biologici degli amici a quatto zampe, ai quali si concede anche l’uso dei cerchioni delle auto come orinatoi a cielo aperto.
Cerchiamo tutti di amare di più i luoghi che abbiamo in gestione e non pensiamo che tocchi sempre agli altri cambiare atteggiamento, perché si inizia sempre dalle piccole cose per migliorare. Io ci credo.

