Buongiorno, o quasi

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Omaggio Peter Handke, Nobel per la Latteratura. “Questa sera qualcosa si è rotto… qualcosa è cambiato. Le vostre aspettative sono state deluse senza essere state deluse. Siamo stati insieme. Abbiamo respirato la stessa aria, vissuto lo stesso tempo. Noi abbiamo parlato e voi ci avete ascoltati. Non c’è stato spettacolo, o forse c’è stato LO SPETTACOLO. Ma c’è un rischio. Il rischio che voi siate ancora intrappolati nella vostra parte. Noi abbiamo rotto la quarta parete, rotto il tempo, usato il tempo: vi abbiamo tolto le scene, le luci, i costumi, tutto quello che solitamente è teatro… ma c’è il rischio di aver comunque fatto del teatro, uno spettacolo… perché adesso avete capito che questo pezzo sta per finire… e vi state preparando alla vostra uscita di scena.Vi state preparando ad applaudire… o magari a non applaudire. Vi guarderete applaudire, o magari non applaudire. Sentirete i suoni soliti della fine di uno spettacolo. Gli applausi. Il cigolio del sipario. Le sedie che scricchiolano. I commenti. Vi preparerete ad alzarvi. Metterete in tasca i programmi.Vi guarderete intorno, vi parlerete, farete commenti, sentirete commenti. Non farete commenti, ma vi limiterete a sorridere. Prenderete i vostri cappotti. Vi metterete i cappotti. Vi aiuterete con i cappotti. Terrete aperta la porta, e qualcuno vi terrà aperta la porta. Vi saluterete, e uscirete… sarete di nuovo nel quotidiano.Ognuno andrà per la propria strada. O magari qualcuno andrà insieme, al ristorante, a bere qualcosa. Chiacchiererete. Penserete al domani. Pian piano tornerete nella realtà. Tornerete indietro nell’oggi. Vi dirigerete verso casa. Riprenderete confidenza con le vostre vite. La cosa sola che eravate diventati inizierà a smembrarsi. L’ordine si distruggerà. Ognuno respirerà secondo i propri ritmi. Ognuno guarderà in direzioni diverse. Ognuno farà cose diverse. Ognuno dirà cose diverse. Da quest’unico posto, che vi ha visto uniti, ognuno andrà in posti diversi, differenti, dove sarà di nuovo un individuo…”