Pagani, entro un paio di giorni la sentenza sulla questione incandidabilità del sindaco

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Il collegio giudicante, presieduto da Simone Iannone dovrebbe pronunciarsi lunedì, al massimo martedì, riflettendo ulteriormente su tre delicati punti. Si parte dalle argomentazioni degli avvocati difensori del sindaco, secondo cui la sentenza della Corte di Cassazione non era passata ancora in giudicato (lo è diventata il 16 luglio), tanto che gli stessi legali avevano chiesto una revisione del procedimento, per cui dovrebbe cadere il veto sulla incandidabilità. La seconda riguarda la decadenza di Gambino ma non di Giunta e Consiglio comunale (eletti) e la terza porterebbe allo scioglimento totale del parlamentino cittadino. Due erano state le posizioni discusse in aula: da una parte il ricorso presentato dal Prefetto di Salerno, Francesco Russo, e quello del consigliere di minoranza Rita Greco, che poggiavano sulla dichiarazione di incandidabilità emersa a seguito della sentenza della Corte di Cassazione; dall’altra parte, invece, i legali di Alberico Gambino avevano sostenuto che la competenza del giudizio spettasse al Tar di Salerno e non al tribunale nocerino.

La decisione della Cassazione, secondo la ricostruzione svolta nelle memorie difensive, sarebbe scollegata da sentenze penali, ma a sua volta partita dallo scioglimento del comune, a fronte di assoluzioni definitive incassate da Gambino per le
aggravanti di camorra: questa contraddizione, sempre ribadita a più riprese dallo
stesso sindaco, solleverebbe la questione di competenza.