Piero Mancini, ex presidente dell’Arezzo, ha una sorta di record: ha esonerato sia Maurizio Sarri che Antonio Conte ai tempi della loro esperienza in amaranto. Si parla della stagione di Serie B 2006-07. In quella squadra, tra gli altri, giocava un giovanissimo Andrea Ranocchia. Ai microfoni di Radio Punto Nuovo l’ex patron della società toscana ha parlato del rapporto con i due, alla vigilia di Inter-Juve: “Conte era al primo anno da allenatore, ebbe uno spogliatoio animato perché il suo carattere era sempre stato noto e lo utilizza per vincere. I giocatori con un comandante così facevano un po’ opposizione, i risultati non venivano e paga sempre l’allenatore”. “Sarri è totalmente diverso, con un passato e una professionalità diversa, è concittadino della provincia di Arezzo – ha aggiunto Mancini – Sarri ha fatto una grande carriera, raggiungendo risultati in cui forse nemmeno lui credeva. Se dovessi dare un punto in più però lo darei a Conte, anche per quello che ha vinto. Viene dal mondo del calcio, da calciatore era un grande campione. Non ho avuto scontri con nessuno dei due, li ho esonerati solo per mancanza dei risultati e avevamo sei punti di penalizzazione”.
A Luglio 2011, dopo il divorzio anticipato da Simonelli, in Serie C il Sorrento del patron nocerino Mario Gambardella scelse Sarri, che si presentò alla platea facendo sapere di non gradire il fondo sintetico “Secondo me a giocare al calcio su un campo in erba e uno in sintetico c’è la stessa differenza che passa tra il fare l’amore con una donna e una bambola gonfiabile. Purtroppo il futuro del calcio è questo e ci dobbiamo mettere in gioco”.
Dopo aver elogiato il presidente Gambardella e la dirigenza rossonera per la loro società, Sarri disse di voler giocare con il 4-2-3-1. L’avventura finì male, Gambardella era già stanco dall’esperienza a Sorrento e scelse nei mesi seguenti di far scegliere ai soci dell’Msc il destino di Sarri. I soci scelsero di sostituirlo con Ruotolo, toppando clamorosamente.

