Un inasprimento delle pene per chi si macchia del reato di aggressione ai medici e sanitari durante l’esercizio della professione sanitaria e procedibilità d’ufficio contro l’aggressore anche senza la querela della persona offesa. Sono le misure ‘di svolta’ per contrastare il crescente fenomeno della violenza contro il personale medico previste dal ddl per ‘la sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni’, approvato dal Senato all’unanimità con 237 voti favorevoli. Il provvedimento passa ora alla Camera. “Gli episodi di violenza e le aggressioni a chi lavora nel mondo della sanità sono inaccettabili – ha subito commentato su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza -. Oggi dal Senato è arrivata una prima importante risposta con il voto all’unanimità. È la strada giusta su cui continuare a lavorare”. Il ddl prevede anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, grazie al quale sarà possibile non solo monitorare gli episodi di violenza a danno dei sanitari ma anche promuovere studi ed analisi per poter proporre misure idonee alla rimozione dei fattori di rischio negli ambienti più esposti. Il provvedimento approvato dal Senato modifica inoltre il codice penale per estendere al personale socio-sanitario la disciplina relativa alle lesioni gravi arrecate a pubblico ufficiale. Previste anche circostanze aggravanti quando un’eventuale aggressione avviene con violenza o minaccia.

