Napoli. Serata Beckett con Gabriele Frasca

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A quasi trent’anni dalla sua morte, Samuel Beckett rimane un autore impossibile da contenere in una di quelle teche in cui, nella imbalsamazione che sempre sussegue alla morte di un autore, si è soliti riconsegnare la vitalità dei suoi congegni alla fiacca frequentazione d’intenditori e collezionisti. Persino la critica, a partire da quella accademica, onnivora sì ma solo per vocazione al dispendio cartaceo concorsuale, non è mai riuscita a regolare i conti con un’opera che sembra sottrarsi a ogni pacificante definizione, e che lascia a ogni assalto classificatorio sempre un residuo, un di più, un eccesso irriducibile. La cultura italiana, poi, da un bel po’ di tempo propensa a una leggerezza in odore di vacuità, ha preferito nel caso di Beckett andare decisamente per le spicce, rappresentandolo il minimo indispensabile, leggendolo poco e male, e traducendolo persino peggio. A tutt’oggi, per fare un solo esempio, i testi teatrali prodotti fino alla fine degli anni Sessanta risultano tutti tradotti dal francese, anche quando la prima stesura era in inglese, e persino quando, come nell’Ultimo nastro di Krapp, l’autore aveva definito la sua stessa traduzione un «adattamento».

Appuntamento martedì 16 febbraio presso l’Asilo. Durante la serata Beckett con Gabriele Frasca vi sarà la proiezione dei film Not I, Quad e Catastrophe. FILM (USA 1964) di Alan Schneider, sceneggiatura di Samuel Beckett, con Buster Keaton.

NOT I (UK 1973 – v.o.) di Samuel Beckett, con Billie Whitlaw. Regia di Anthony Page. Prima assoluta al Royal Court Theatre il 16 gennaio 1973.

QUAD (Germania 1981), diretto per la tv da Samuel Beckett e trasmesso dal Suddeutscher Rundfunk l’8 ottobre 1981 come quadrat i + II

CATASTROPHE (Irlanda 2000 – v.o. – sub. ita) con Harold Pinter, Rebecca Pidgeon, John Gielgud. Regia di David Mamet

All’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’asilo.