Di Alina Cescofra
In occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo “L’ignoranza dei numeri”, il poliziotto romanziere, dal fascino discreto ma accattivante si racconta.
Un’intervista telefonica ma piena di emozione che presenta uno scrittore boschese dalla penna magica e dal cuore grande.
Chi è Francesco Paolo Oreste?
“Il figlio della maestra. Da lei la necessità, dell’uomo e del poliziotto, di comprendere. E magari di provare a spiegare”.
Quando è nata la tua passione per la scrittura?
“Più che per la scrittura ho sempre avuto passione e rispetto per le parole: leggere mi ha regalato esperienze ed emozioni che mi hanno formato e guidato. Scrivere è stato solo uno dei momenti del mio rapporto con le parole, forse quello in cui ho provato a dare senso a tante delle cose che vedevo e che non capivo, prime fra tutte le “storie sbagliate” che il mio lavoro o quello di mia madre mi imponevano di conoscere”.
Chi sono gli autori che ti hanno influenzato? Chi, ancora oggi, ti influenza o ispira?
“Credo che ogni buona lettura, in un modo o nell’altro, lasci traccia e ci influenzi, in un modo o nell’altro. Per anni mi sono perso nelle storie di Marquez, Camilleri, Pennac e tanti altri, mi sono sentito (e a volte mi sento ancora) cittadino di Macondo, in servizio a Vigatà e membro della tribù dei Malaussene!”.
Come è cambiato il tuo modo di scrivere con il passare degli anni?
“Non lo so, è difficile leggersi e ancora di più rileggersi, di sicuro ho provato a stendere un po’ di più i miei pensieri, ad essere meno criptico o allusivo, ho avuto voglia e necessità di spiegarmi di più, e ho provato a farlo. Se ci sono davvero riuscito, poi, è un altro discorso…”.
Il tuo rapporto con l’editoria?
“Bellissimo e bruttissimo. Ho avuto piccole case che mi hanno dato un grandissimo aiuto, come la Pensa Multimedia ed il Quaderno Edizioni che hanno sempre accolto con affetto ed entusiasmo le mie parole, ma ho avuto anche brutte esperienze, grandi case editrici che mi hanno tenuto “in attesa di giudizio” per anni interi, una palude demotivante in cui sono rimasto fino al contatto con la Baldini+Castoldi, un progetto editoriale giovane e professionalmente brillante che mi sta restituendo passione e fiducia”.
Qual è il tuo pubblico ideale?
“Chi scrive vorrebbe essere letto da tutti! Ma mi piacerebbe che questo libro fosse letto dai più giovani, un pubblico che i libri devono riconquistare e collaborare a formare”.
Racconti la realtà in cui vivi, i tuoi libri ne sono la testimonianza. Sei impegnato nel sociale soprattutto con i giovani. Cosa ti piacerebbe fare per rendere migliore la società dei ragazzi che incontri? E cosa consiglieresti ai tuoi giovani lettori per vivere al meglio?
“La scuola, la scuola, la scuola. Dobbiamo considerarla una trincea, il punto in cui far convergere ogni nostro sforzo. La scuola è il presente e il futuro, il bivio a partire dal quale tante storie diventano sbagliate ma anche il momento in cui si è ancora in tempo per fare o dire la cosa giusta”.
Quando scrivi in che modo relazioni la scrittura alla realtà?
“La realtà è tutto nella mia scrittura. Quando scrivo provo a renderle giustizia, anche quando la romanzo provo sempre a rispettarla, a non dimenticare l’immagine da cui sono partito, il suo profumo o la sua puzza, l’emozione – quella reale- che mi chiede di essere raccontata, quella che cerca un attimo di attenzione o cura”.
Francesco, presenta il tuo ultimo libro…
“Napoli è sommersa dalla spazzatura e il governo decide di aprire un’immensa discarica nel parco nazionale del Vesuvio. L’ispettore Giulietti, un investigatore amante della poesia, si trova ad investigare sulla morte di uno scippatore mentre scoppia la rivolta dei cittadini contro la discarica, una protesta che ha delle ragioni che l’ispettore, nonostante il suo ruolo, non può non condividere e sostenere: le ragioni della vita, della sopravvivenza, dell’amore per la propria terra o delle mamme che combattono per i propri figli, della legge che non può prendere il posto della giustizia. Questo il punto di partenza, poi c’è la storia, quella che vorrei che leggeste!”.
A quale dei tuoi personaggi sei maggiormente legato?
“Giulietti, chiaramente, perchè incarna tante delle mie contraddizioni e dei miei irrisolti: è un uomo che lotta con la necessità del dovere e il diritto di essere, e lo fa sicuramente meglio di me”.
Per finire, un gioco: scegli tre libri che consiglieresti al tuo pubblico.
“Ti do due autrici: Carmen Pellegrino e Stefania Auci. E’ inutile spiegarvi perché, basta leggere i loro libri”.

Segnate queste date, potreste incontrarlo e farvi autografare una copia del libro.
14 settembre Torre Annunziata – Lido azzurro
18 settembre Trecase – aperitivo con l’autore
3 ottobre Napoli, via Luca Giordano – il Clubino
12 ottobre – Poggiomarino – associazione In Volo
14 ottobre Sorrento – libreria Tasso
15 ottobre Castellammare – ass.ne Basile
9 novembre – Pensieri Comuni – comuni dei Nebrodi

