Quello che sta succedendo da un po’ di tempo, complice l’emergenza rifiuti, e’ qualcosa di piu’ che una necessaria risposta organizzata.
E’ un tentativo di cambiamento culturale di mentalita’.
Qualcosa che da noi ha sempre fatto difficolta’ a prender piede.
E’ la mobilitazione della coscienza civile di associazioni comitati dipendenti cittadini, di quella parte della cittadinanza, non sempre maggioritaria, che ha cura dei luoghi in cui vive.
Che sa che il proprio modo di vivere dipende da se’ prima e piu’ che da una qualunque Amministrazione.
Che tenere pulito un luogo e’ renderlo migliore e in ogni senso per la sua stessa crescita.
E’ quella che supera la cultura del lamento, della protesta sterile e tardiva, o dell’ insulto volgare o della presa in giro a cavolo (che da noi ha sempre avuto vita facile e ci ha per cio’ stesso sempre relegato ad un ruolo di minorita’).
E’ quella che segnala, fotografa, chiede, fa volantinaggio, insomma… partecipa.
E’ quella che esige davvero (e non solo per una partita di calcio) #RISPETTO #PER #NOCERA.
Se tutto questo: tra fognature, discese ai fiumi, differenziata rifiuti ed emergenza (che prima o poi passera’… e speriamo bene ?)
lascera’ sul campo la consapevolezza che lavorare per se per Nocera e’ molto piu’ che “far per tre”, come dice il proverbio, ma per 46mila, tanti quanti ne siamo nella citta’ di Domenico Rea, di Gio’ Marrazzo e Peppino Natale, dei Fienga e di Giovan Battista Castaldo, di San Prisco, di Marco Levi Bianchini e delle “monache rosse” di Gabriele Sellitti… allora il RISPETTO PER NOCERA ci sara’.
E sara’ stato, questo si, un buon lavoro. Vuol dire che davvero possiamo farcela. Perche’ dipende da noi.
E’ un tentativo di cambiamento culturale di mentalita’.
Qualcosa che da noi ha sempre fatto difficolta’ a prender piede.
E’ la mobilitazione della coscienza civile di associazioni comitati dipendenti cittadini, di quella parte della cittadinanza, non sempre maggioritaria, che ha cura dei luoghi in cui vive.
Che sa che il proprio modo di vivere dipende da se’ prima e piu’ che da una qualunque Amministrazione.
Che tenere pulito un luogo e’ renderlo migliore e in ogni senso per la sua stessa crescita.
E’ quella che supera la cultura del lamento, della protesta sterile e tardiva, o dell’ insulto volgare o della presa in giro a cavolo (che da noi ha sempre avuto vita facile e ci ha per cio’ stesso sempre relegato ad un ruolo di minorita’).
E’ quella che segnala, fotografa, chiede, fa volantinaggio, insomma… partecipa.
E’ quella che esige davvero (e non solo per una partita di calcio) #RISPETTO #PER #NOCERA.
Se tutto questo: tra fognature, discese ai fiumi, differenziata rifiuti ed emergenza (che prima o poi passera’… e speriamo bene ?)
lascera’ sul campo la consapevolezza che lavorare per se per Nocera e’ molto piu’ che “far per tre”, come dice il proverbio, ma per 46mila, tanti quanti ne siamo nella citta’ di Domenico Rea, di Gio’ Marrazzo e Peppino Natale, dei Fienga e di Giovan Battista Castaldo, di San Prisco, di Marco Levi Bianchini e delle “monache rosse” di Gabriele Sellitti… allora il RISPETTO PER NOCERA ci sara’.
E sara’ stato, questo si, un buon lavoro. Vuol dire che davvero possiamo farcela. Perche’ dipende da noi.

