Il 21 agosto, nelle sale cinematografiche è uscito “IL re leone”, prodotto dalla Walt Disney Pictures con la regia di Jon Fraveau.
Dopo 25 anni dalla prima proiezione, che ne decretò il successo sia di pubblico che di critica, il remake nel primo giorno in Italia ha incassato ben 3 milioni di euro.
Nel 1995 il film d’animazione ricevette due Oscar per canzone e colonna sonora, e il Golden Globe per il miglior film commedia o musicale.
Le canzoni furono scritte da Elton John insieme al paroliere Tim Rice, basandosi sulla colonna sonora originale di Hans Zimmer.
Il nuovo film è di animazione, ma computerizzata fotorealistica davvero sorprendente, conferendo un effetto realtà che non convince i giornalisti, per i quali l’atmosfera creata dalla perfezione ottenuta con l’utilizzo della tecnologia, contiene l’aspetto magico del racconto.
La Disney da diversi anni ha scelto di rifare i classici d’animazione, ricorrendo all’ausilio di attori e ambientazioni vere, nel caso del “Il re leone” l’animazione è totalmente artificiosa quanto realistica.
Il regista Favreau ha parlato di reinvenzione del medium cinematografico, ma non ha convinto i critici che continuano a sostenere l’assenza dell’incanto della prima opera.
Le voci di Simba e Nala, rispettivamente quelle di Marco Mengoni ed Elisa convincono, anche se quella di Mengoni risulta essere troppo riconoscibile oscurando il personaggio di Simba.
Il motto “Hakuna Matata” del suricato Timon e del facocero Pumbaa, personaggi che accolgono Simba nel periodo del suo allontanamento dal gruppo familiare a causa dell’opera manipolativa dello zio usurpatore del trono, sembra perdano l’intensità del significato che intendono rappresentare, ossia quella leggerezza che deriva dal vivere alla giornata senza pensieri, allontanando qualsiasi responsabilità.
L’intento del rifacimento sembra, a detta degli esperti, essere quello di incassare cifre da capogiro, come realmente sta accadendo.
Il giudizio è cinicamente severo per un prodotto ben fatto e che riesce ad incantare i presenti in sala.
La storia convince sempre: la lotta tra il bene e il male, la ricerca del proprio posto nel mondo, l’appartenenza al gruppo, il valore dell’esempio, il ricordo dei padri, ne sono la struttura portante.
La carica emotiva sottesa trova espressione nelle scene corali, nelle pose assunte dagli animali, nei rumori di una natura che richiama gli spazi dell’Africa, dove gli esemplari di ogni specie dovrebbero sempre vivere, e in quel ruggito del leone che inconfondibile, riafferma la supremazia nel cerchio della vita.

