Un problema che affonda le radici nel passato. Una bomba ecologica a cielo aperto che da anni è sulla bocca di enti, istituzioni ed organizzazioni addirittura mondiali. Solo sulla bocca, appunto.
Stamane, in particolar modo, la città si è svegliata soffocata da un “fetore” nauseante. Il mostro del fiume Sarno, una volta “divinità”, dagli anni ’70 è diventato un killer. È davvero indicativo il caso dell’ospedale civile di Brescia che presnta un reparto specializzato in tiroidei tumorali denominato “Reparto Scafati”. Anche per questo la città dell’Agro è ironicamente accostata al “profumo” che emana.
L’amministrazione francamente, può fare poco, ma certo è che la concomitanza Helios e la drammatica situazione rifiuti, offrono un cocktail ambientale catastrofico.
Altro che terra dei fuochi. A Scafati c’è un tasso di mallatie tumorali altissimo, ancor più preoccupante sono i rischi di contaminazione fin dal grmbo dei piccoli scafatesi che verranno.

