A quasi tre mesi dall’insediamento della nuova amministrazione la città sembra giacere nel disinteresse e nel “poi se ne parla”.C
on le pesanti eredità lasciate dalla vecchia politica, l’intera comunità scafatese continua ad interrogarsi sul futuro. Basta percorrere via Armando Diaz per notare la prima incompiuta, la più lampante, quella che agli scafatesi fa più male: su quella superficie, negli anni 80 fu costruito il primo palazzetto dello sport della città; poco distante due campi da tennis.,un asilo nido, ed un prefabbricato che fu prima plesso scolastico e poi sede Acse. Tutto giù. Tutto abbattuto per dare il via alla “Scafati delle grandi opere”. Un polo scolastico esistente solo su carta, un buco da milioni di euro ed il vuoto attorno. Gli scafatesi vogliono sapere. Quale futuro per quell’area? Sarà costruito il polo scolastico?
Sempre su via Diaz è possibile osservare la parte Ovest della villa comunale: recinzioni distrutte da vandali, aiuole in totale stato di abbandono, degrado totale. Idem per il campo di basket all’aperto, idem per la sede del centro anziani della quale si è perso il conto delle malefatte subite. Quale futuro per la villa? Gli scafatesi se lo chiedono.
Restando a piazzale Aldo Moro un altro evidente scempio lasciato in eredità ai cittadini. Gli stalli per il bike sharing. Impossibile non notare quei totem in completo stato di abbandono installati dall’amministrazione Aliberti e mai messi in funzione per offrire alla città un servizio di biciclette a “noleggio”. Altri soldi inutilmente spesi, altri progetti fermi al palo. E gli scafatesi vogliono sapere.
GIOVANNA CRISCUOLO

