Erano destinati agli indigenti della città ed invece venivano “rigenerati” e poi messi in commercio. Una vera e propria organizzazione che prelevava alimenti destinati ai poveri e “rigenerava” le etichette per rivenderli in attività commerciali compiacenti. A venderli molti punti vendita della provincia di Salerno. L’inchiesta che ha sgominato l’organizzazione gestita dal presidente della Onlus “Sei per Secu” non riguarda solo il capoluogo salernitano ma anche altre 18 province italiane, la lucrosa attività si stava estendendo anche in Germania, Romania e Croazia. Dieci le persone finite in manette dai carabinieri del Nas che hanno scoperto un giro d’affari per quasi quattro milioni di euro.

