Napoli, la bomba per Sorbilllo era destinata ad altri…

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È il 17 gennaio, un giorno dopo l’esplosione della bomba in via Tribunali. Gino Sorbillo è a Milano, sta per rientrare per andare in Procura per parlare coi magistrati. Un suo collaboratore gli telefona. “Non era a te”, gli dice. “Non era a me?”, ripete il pizzaiolo. E l’altro, senza rivelare troppo, glielo ribadisce, aggiungendo “ci vediamo da vicino”. Sorbillo a questo punto cerca di farsi dire altro, “però fammi capire.. ma… scusa, che è? hanno sbagliato?”. E l’altro conferma: “Eh”.

È lo stesso collaboratore del pizzaiolo a spiegare a una poliziotta la dinamica di quel lancio sbagliato, ricostruito in base a quello che ha saputo. La bomba, dice, sarebbe stata tirata verso un balcone dell’edificio ma sarebbe rimbalzata. L’obiettivo sarebbe stato l’appartamento dove abitano i titolari dell’altra pizzeria, “Pizza e Pummarola”, che era finita nel mirino dei Perez-Mazzarella e che aveva già subito due intimidazioni: colpi di pistola esplosi verso il balcone a Natale e altri proiettili contro la pizzeria pochi giorni prima della bomba.