Avellino, la partita a poker per il futuro

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L’Avellino vede il suo destino legato alla richiesta di concordato preventivo presentata da Gianandrea De Cesare, che ha messo in vendita il club. Come in una partita di poker sarà l’attuale patron ad avere la prima mano e non rilancerà, sperando che tra le mani abbia qualcosa di concreto e per questo qualche movimento di mercato c’è ma non si vede. Radici Group appare favorita nella corsa: la società di smaltimento di prodotti chimici potrebbe ben presto presentare un’offerta, comprensiva dell’acquisto del marchio che è in gestione a De Cesare fino al 31 dicembre 2019. Poi toccherà a D’Agostino rilanciare, mentre bisognerà capire se Giovanni Lombardi ed Enrico Preziosi saranno seduti al tavolo. L’imprenditore che trattò l’Avellino dalle mani di Taccone, dieci giorni fa si è lasciato andare a una dichiarazione di affetto per la piazza, il re dei giocattoli invece ha invece smentito di partecipare a una trattativa per rilevare il club. Il rischio è che il piatto per i tifosi sia talmente povero che alla fine possa paventarsi il rischio di un campionato decisamente al di sotto delle potenzialità di una piazza per la quale la serie C è comunque restrittiva. Prima di venerdì, però, ci sarà un solo vincitore: il silenzio.