Nocera Inferiore, giustizia morale e materiale per Sergio Bove, prima udienza stamattina

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Pur coi ritardi d’orario accumulati a causa dell’allarme bomba di stamattina al tribunale, la prima udienza c’è stata, anche se caratterizzata solamente da rinvio con rinotifiche. Udienza aggiornata al prossimo 17 dicembre, quando ci sarà l’escussione dei primi due testi del PM. Insomma si allungano i tempi per ottenere giustizia vera da parte dei familiari di Sergio Bove, il trentanovenne operaio di Roccapiemonte morto sul lavoro il 16 luglio 2016, in una nota fabbrica conserviera di Portaromana, quella della famiglia D’Acunzi.  Stamattina, davanti al giudice monocratico Laura Speranza, dopo i rinvii a giudizio dei mesi scorsi disposti dal Pm Valeria Vinci, c’è stato l’avvio della fase dibattimentale. Rispondono di omicidio colposo Nicola Esposito, titolare della sanseverinese CEP, ovvero il datore di lavoro di Bove, e di favoreggiamento, per aver tentato di depistare le indagini sulla ricostruzione dell’accaduto, gli operai Riccardo Russo e Antonello Palladino. Decaduta, lo ricordiamo, invece l’accusa di omicidio colposo per il legale rappresentante della D’Acunzi, deceduto oltre un anno fa, il capostipite che per ragioni di salute da tempo non si occupava più di quel che accadeva nella fabbrica sia a livello gestionale che sotto l’aspetto organizzativo. Sulla fabbrica conserviera, però, grava l’ipotesi di responsabilità civile, con scontata richiesta di risarcimento danni da parte dei legali della famiglia Bove, agli avvocati Gabriele e Manuel Capuano, assistiti dalla criminologa Concetta Galotto.