Castellammare, in ricordo di Musella, un incrocio tra Zola e Insigne

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A sei anni dalla prematura scomparsa di Nino Musella, a Castellammare l’hanno ricordato con un bel memorial calcistico, senza badare al caldo ma raccogliendo affetto e reminiscenze d’altri tempi. C’erano il nove e l’undici di quello squadrone in maglia gialloblù, Giorgione Lunerti e Vincenzo Onorato. Manca lui, il 10, quello che era cresciuto a pane e Napoli, mostrando gran talento nella squadra di Krol e Marchesi, giocando nell’Under 21, arrivando a pochi passi dalla Nazionale. Tecnica mostruosa, voglia di imporsi meno mostruosa, onestamente. Un incrocio tra lo Zola di ieri e l’Insigne di oggi, chiamata ad accendere attaccanti che non erano il massimo della vita, cioè Speggiorin e Pellegrini. Giocò anche a  Nocera, lo volle Montefusco, pur in un’annata piena di problemi, mostrò giocate d’alta scuola, rendendo grandi il soldatino Gregoric e l’emergente Bizzarri,