L’Ottavo giorno, a metà tra il settimo e il primo

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E il settimo giorno si riposò. Nostro Signore, il sindaco, il governatore, il premier coi vice premier, il semplice cittadino. Tutti al mare o in piscina, al riparo dalla calura che in città o in paese si avverte di più. Nella vita reale non esiste l’Ottavo Giorno. Che cosa fece Dio nel Suo primo giorno di dio di qualcuno? Il Creato ormai era stato creato, e con esso gli elementi distintivi dell’uomo dagli altri animali cioè i sentimenti. Anche la Giustizia, che era il frutto dell’Armonia, era lì, pronta anche a subire la propria eventuale sospensione perché annodata al libero arbitrio dell’uomo e capiente tanto da accogliere anche qualche impazzimento degli elementi naturali. Che fare, allora? Stare a guardare il giorno e la notte uno dopo l’altra? Una nascita e una morte dopo l’altra?E inoltre, dopo averla creata, doveva Egli cessare di partecipare a quella vita, la vita dell’uomo, che era uscita dalle Sue mani? Come dare il quotidiano senso del divino al tempo dell’uomo? Certo, aveva creato l’uomo a Sua immagine, cioè Suo testimone, ma bastava questo a rendere divino il tempo dell’uomo? “Ci vado”, disse. Da domani, tornano a noi, si ricomincia. Sarà nuovamente il primo giorno della settimana di lavoro, sarà il primo di luglio, col bene che ti voglio come cantava Del Turco. Riappariranno i problemi. L’emergenza rifiuti, l’acqua che va e viene, la sanità a scartamento ridotto come i trasporti, le legittimazioni non legittimazioni, il male fatto ai minori e alle donne, l’ambiente intossicato, le piccole e grandi ruberie, quel senso di inutilità che ci prende difronte a situazioni che appaiono sempre più grandi e complicate di noi. Non è il caso qui di stare a parlare di Capitana e capitano, troppe parole già scritte o spese, non ricordiamo, con tutto il rispetto possibile per la Capitana, nessuna sollevazione popolare quando il caro Marco Pannella beccava denuncia e condanne per i diritti di tutti. E’ il caso di continuare a fare il nostro dovere, nelle piccole e nelle grandi cose, di battersi per principi che travalicano i posti e le persone. Su un murale a Woodstock c’era scritto Siamo qui per le azioni impossibili, per piantare una quercia nel mare .Come una piccola goccia di profumo ne porta per intero la fragranza, ogni frammento di Dio, reso anima dell’uomo, ne porta per intero la divinità. E come una moderna carta magnetica in cui è in memoria tutto quel che si vuole, l’anima umana assimila da allora tutto il valore dell’esistenza dell’uomo in cui ha dimorato. Poi, a vita compiuta, torna di là, da dove è giunta. Così, frammento dopo frammento, si ricompone. E l’uomo, nato a Sua immagine, sarà  “la”  Sua immagine per Sua volontà. Tranne il male, che resterà nell’ombra. Ecco che cosa fece Dio l’ottavo giorno e come impiega il Suo tempo ancora oggi.