Caro Governatore della regione Campania Vincenzo De Luca, le scrivo questa lettera, per descriverle quanta rabbia, delusione e amarezza ha lasciato in cinquantamila cittadini scafatesi.
Lei il giorno 13 settembre 2018 é venuto in piazza (pensi un po’ chiamata Falcone e Borsellino) per la festa de l’Unità organizzata dal Partito Democratico. Applaudito dai suoi sostenitori scafatesi dall’alto di un palco ha promesso la riapertura del Pronto Soccorso di Scafati.
Oggi martedì 25 giugno viene di nuovo a Scafati e, dice, con una naturalezza impressionante, abbiamo scherzato, il Pronto Soccorso non si farà nella vostra città.
Io le chiedo solo per un attimo di mettersi nei panni di una mamma o di un papà, o di un figlio, che all’improvviso hanno urgente bisogno di cure per un figlio o per la propria mamma.
Noi scafatesi lo sappiamo che significa.
Se va bene significa impiegare 30 minuti, un eternità, per arrivare a Nocera.
significa piangere di rabbia durante il viaggio e per 30 minuti pregare il Signore.
Perciò le dico che fare promesse di questo tipo non è giusto, fare promesse così significa calpestare la fiducia e i sentimenti delle persone. E’ una delle cose più odiose che possa esserci, perché é in pericolo ogni giorno la vita dei nostri cari.
Io l ‘ho detto in campagna elettorale e sono pronto adesso da Consigliere Comunale per lottare tutti i giorni per il Pronto Soccorso a Scafati.
Anzi già da questo momento cittadini, associazioni, comitati, mi possono contattare, per organizzarci insieme.
Non accetteremo mai quello che lei è venuto a dirci oggi.
Spero almeno che queste poche parole la facciano riflettere.

