Scafati. Gli angeli della città che strappano un sorriso contro il dolore

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Di LUIGI CAPASSO. Sono gli angeli della città. Persone che a Scafati si dedicano al prossimo, che oltre a curare i malati se ne prendono davvero cura. Sono gli infermieri dell’unità operativa di cure domiciliari e palliative del distretto sanitario 61 dell’Asl di Salerno coadiuvato dall’acquisto di prestazioni esterne dalla ditta Magaldi, per le città di Scafati, Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara. 

In un anno si prendono cura di 900 pazienti, suddivisi in tre livelli. La coordinatrice Michelina Baldi ha tutto sotto controllo, perché pur essendo la case manager per i piani assistenziali non ha perso la sua umanità nei rapporti con i pazienti e con le famiglie. “Da noi arrivano persone che hanno gravi difficoltà – racconta la dottoressa Baldi – il nostro primo dovere è ascoltare le loro problematiche, stipulare un piano terapeutico e fornirgli tutta l’assistenza possibile, anche psicologica. 

Per tutto ciò che non è unita operativa ci viene incontro il dottor Pio Vecchione con percorsi specifici di richiesta di consulenza specialistica a domicilio, con l’ausilio di fisiatra, geriatra e neurologo, garantiti attraverso l’assistenza medica di base del distretto che consente di avere consulenza domiciliari”. La dottoressa Michelina Baldi aggiunge: “Il nostro obiettivo è ottimizzare i tempi che passano dall’intervento chirurgico, puntiamo a rimettere in piedi i pazienti quando è possibile nel minor tempo possibile, il nostro compito è quello di non farli ritornare in ospedale ed assisterli nelle loro abitazioni che riusciamo ad allestire anche prima ancora del loro ritorno a casa per evitare disagi”.

Il dottor Salvatore Bosco, responsabile della struttura, può essere soddisfatto, più di tutti lo è il direttore sanitario Pio Vecchione: “Il nostro personale mette al servizio dei pazienti tutta la sua professionalità, sono contento che sia stato evidenziato con dei riscontri sul territorio, perché è difficile catalizzare l’attenzione per cose positive, anche se ce ne sono tante”. 

Ciò è inevitabile per quanto riguarda la realtà dell’Asl, perché il servizio funziona in maniera eccellente, negli uffici si raccontano storie di buona Sanità, le stesse che raccontano i pazienti dalle loro camere da letto o quando possono dalla cucina in cui tornano a pranzare e cenare con i loro cari. 

Intorno alla Baldi c’è una squadra che dà l’anima sul territorio, composta degli infermieri Mario Termoli e Domenico Esposito. Una realtà che si regge sul personale infermieristico. Una delle professioniste più apprezzate è Teodora Cirillo, che con i suoi pazienti ha un rapporto empatico: “Le persone vanno stimolate, non siamo degli esecutori e il nostro compito è veramente quello di assisterli e di rendergli il percorso più agevole – racconta Dora, come viene affettuosamente chiamata dai pazienti che la ritengono una di famiglia e l’ammirano per la sua competenza -. La condizione di malato non è facile, c’è bisogno di attenzione e di conoscenze specifiche, quando ci ritroviamo ad assistere malati allettati bisogna saper intervenire con competenza in tutte le problematiche che scaturiscono dallo stare a letto per un lungo periodo”.

Una bella storia che andava raccontata, perché in tanto dolore quando arrivano gli angeli dell’Asl ci scappa sempre un sorriso e la loro straordinarietà sta nell’affermazione della normalità. Magari non alzeranno trofei, ma i sorrisi dei pazienti sono il premio più bello da mostrare al loro ritorno a casa, ovviamente in ritardo perché c’è sempre qualcosa in più da fare rispetto a quello previsto, anche se si tratta di una parola o un gesto di conforto: per chi è costretto a letto a volte vale più di ogni altra medicina. E Dora e tutti i suoi colleghi ne sanno qualcosa…