Studio Aperto, altri tg e diversi giornali, hanno già pubblichiamo i nomi e i cognomi dei genitori della piccola Iolanda che giace su un freddo lettino dell’obitorio dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore in attesa dell’autopsia, che ci sarà nella giornata di domani. Il dramma ha sconvolto anche Pagani, paese d’origine di uno dei genitori, in particolare chi conosce da sempre la famiglia del padre di Iolanda, una famiglia numerosa e dignitosa, col capostipite gran lavoratore, sempre pronto, con umiltà e abnegazione a non far mancar nulla ai suoi figli, compreso chi ha poi preso strade sbagliate e rimarcate in queste ore – ovvero la dipendenza da droga con tanto di periodo passato in comunità – sarebbe quindi ingiusto additare e coinvolgere anche chi mai si sarebbe immaginato una vicenda del genere e soprattutto un possibile epilogo del genere – anche su questo usiamo un briciolo di cautela in attesa di riscontri e provvedimenti. Se Pagani è rimasta sbalordita e affranta, come tutte le altre realtà territoriali vicine, a Sant’Egidio invece è anche il caso di interrogarsi, di capire in fondo se tutto era stato fatto nei tempi e nei modi giusti per andare oltre le segnalazioni e i primi approcci, per arrivare speditamente ad una decisione che forse avrebbe salvato la vita di Iolanda Al momento i genitori di Iolanda sono in due distinte case famiglia,nessun loro parente si sarebbe offerto di ospitarli. L’altro figlio della coppia, un bimbo di quattro anni, è stato affidato alla nonna. Previsto un nuovo interrogatorio nelle prossime ore, alla presenza dei legali Vincenzo Calabrese e Ilaria Ruocco.
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