Cassazione, nel corso di un travaglio il feto è già persona

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Affrontando un caso davvenuto nella sala parto di una clinica di Salerno, la Cassazione ha deciso di ampliare la tutela dei bimbi che stanno per venire al mondo e ha stabilito che il feto, nel momento in cui transita nel canale uterino, nello sforzo di arrivare alla luce, deve essere considerato non piu’ un feto ma un “uomo”. Con la conseguenza che il personale sanitario che assiste le donne in travaglio, se commette errori fatali per negligenza, imperizia, o disattenzione, verra’ condannato per omicidio colposo e non per aborto colposo, reato meno grave. Afferma infatti la Suprema Corte che nel contesto attuale “di totale ampliamento della tutela dei diritti della persona e della nozione di soggetto meritevole di tutela, che dal nascituro e al concepito si e’ poi estesa fino all’embrione”, il feto, “benche’ ancora nell’utero”, deve essere considerato un “uomo” durante il travaglio della gestante, nel momento cioe’ della “transizione dalla vita uterina a quella extrauterina”.