L’acqua è un bene indispensabile, ma se è inquinata come può preservarsi la qualità della vita?
La città di Nocera Inferiore vive da decenni il disagio di essere attraversata da un fiume nelle cui acque confluiscono quelle provenienti dalla Solofrana in cui sono sversati i rifiuti delle concerie di Solofra.
Il fatto in sé non rappresenterebbe un problema se gli uomini avessero a cuore il bene comune.
Purtroppo la situazione sta diventando sempre più grave e le ripercussioni sull’ambiente e sulla salute degli abitanti residenti nelle zone vicine al corso del fiume, sempre più precarie.
Da anni gruppi di cittadini sollevano la questione senza ottenere risposte adeguate dalle amministrazioni che si sono succedute nel corso del tempo.
Stasera nel chiostro del complesso di Sant’Antonio i membri del Comitato “ La Fine della Vergogna”, costituitosi recentemente ma fortemente motivato a cambiare la situazione, hanno organizzato il 1° Convegno Ambientale Clelia Cesale , in memoria di una donna deceduta di recente per un tumore che ha combattuto con tenacia fino a quando il male non l’ha aggredita con altrettanta decisione, per sensibilizzare informando la popolazione degli effetti devastanti dell’incuria che si protrae da troppo tempo.
Il Presidente del Comitato, Dott. Agostino Galdi ha rimarcato l’importanza di creare un percorso di consapevolezza che inciti tutti i cittadini a fare le dovute pressioni e rimostranze a chi ha il dovere di fornire risposte concrete.
“I fiumi arricchiscono le città”, afferma Galdi e sottolinea la preoccupazione di dover vivere in un luogo dove l’acqua che scorre per le strade cittadine ha il colore rosso del cromo, metallo cancerogeno, ed esala miasmi che con il caldo s’intensificano.
I dati segnalano un aumento significativo delle forme tumorali nelle zone esposte all’attraversamento del fiume che fiancheggia 39 comuni per 24 Km.
Si è di fronte ad una nuova “Terra dei Fuochi”, vissuta con la tipica rassegnazione del sud in cui omertà e sfiducia si accoppiano in un cocktail micidiale, ma la roulette russa che gira e indica la prossima vittima è sempre in movimento.
Il Professore Emiddio Ventre, ambientalista e Presidente del Comitato no vasche, chiarisce che il sistema di depurazione è completo nei comuni interessati anche se gestito da privati, ma non si conosce il numero esatto di concerie presenti a Solofra che usano il cromo per trattare le pelli.
L’acqua delle aziende conciarie scarica nel depuratore di Mercato San Severino, che alimenta la Solofrana, ed è rossa e marrone; la Solofrana si riversa nel tratto di fiume che costeggia Castel San Giorgio e Nocera Inferiore dove assume un colore rossiccio perché sono presenti inquinanti ambientali.
L’ARPAC nel 2019 ha riscontrato la presenza di cromo in quantitativi ben al di sopra dei limiti tollerabili (per 7 microgrammi accettabili se e sono ritrovati 100 – 200 – 1000 in particolari condizioni metereologiche).
Ventre si è sempre dichiarato contrario alla creazione delle cosiddette vasche di contenimento perché spesso inquinano le falde rendendo l’acqua non utilizzabile.
Nel 2014 è stato organizzato il Progetto Area Sarno presso l’Università di Salerno, di cui ha riferito la Dott.ssa Chiara Russo, per valutare il rischio di esposizione agli inquinanti ambientali sul sistema immunitario in un territorio con forte antropizzazzione, intendendo un luogo dove l’uomo ha inciso alterando significativamente l’ambiente.
Il campione prescelto prevedeva giovani dai 18 ai 26 anni (in totale 96 individui) a cui è stato sottoposto un questionario ad hoc: il 48% erano maschi; il 52% femmine; il 26% fumatori; il 74% non fumatori; il 53% abitava o lavorava in prossimità dei corsi d’acqua sottoposti ad osservazione.
Il risultato della ricerca ha dimostrato che i soggetti esposti alla vicinanza del fiume incriminato mostravano una più alta alterazione dei linfociti, considerati gli elementi più sensibili alle modificazioni ambientali.
È stata fatta una ricerca anche su bambini presenti in quelle zone considerate a rischio, utilizzando metodi e strumenti completamente diversi e adatti all’età dei minori, e si è riscontrata la stessa disparità tra soggetti esposti direttamente e non alle fonti di inquinamento.
Il dato positivo sul quale riflettere, successivo alla disamina sui minori, ha dimostrato che l’alterazione delle situazioni fisiche non risulta essere definitiva se cambia l’esposizione allo stimolo, ossia eliminando lo stimolo esterno, l’effetto regredisce.
Il Dott, Rocco De Prisco ha sottolineato l’importanza di fare ricerca e la necessità di reperire fondi per salvare la vita, in particolare, ai piccoli che si ritrovano un mondo che non hanno sicuramente contribuito a delineare.
Durante la serata, si è proceduto alla premiazione dei progetti prodotti dagli iscritti e le iscritte alle scuole di secondo grado che hanno aderito al Concorso dedicato alla memoria di Ciro Annunziata, primo ambientalista di Nocera Inferiore che ha trasmesso a tutti il rispetto per l’ambiente che ci circonda.

