Scafati. La prima notte da sindaco di Cristoforo Salvati

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“Sal-va-ti! Sal-va-ti!”. Parte prima lento il coro nella sede del comitato elettorale del nuovo sindaco di Scafati, poi si alza sempre più convinto. Cristoforo Salvati è una maschera, è soffocato dalle persone e non riesce a muovere un muscolo. Con lo sguardo segue i numeri che Nunzia Di Lallo detta a Nando Carotenuto il quale li riporta nel foglio di calcolo che sentenzia: Cristoforo Salvati è il nuovo sindaco di Scafati.

Le operazioni di spoglio proseguono veloci nelle 41 sezioni, tanto che alcuni non fanno neanche in tempo ad arrivare per l’inizio della festa.

In un attimo è già vittoria, il nuovo primo cittadino viene portato in trionfo tra la sua gente e parte il torpedone per le strade di Scafati. A festeggiare arriva il senatore Antonio Iannone, che si mette al fianco del sindaco e di Alfonso Di Massa che conducono il gruppo. Ad accompagnare prima nella tensione dell’attesa dei risultati e poi nel trionfo Salvati c’è anche Mario Santocchio, che nella notte della rivincita viene ribattezzato “goldman”.

Si va verso la manifattura tra flash e interviste, è un percorso che marca il territorio, sul carro c’è gente mai vista prima o incrociata su altri carri, ma Salvati fin dal primo giorno ha aperto al dialogo e così sarà. Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d’Italia, si complimenta via whatsapp, nel caos generale non riesce a mettersi in contatto con Salvati telefonicamente ma è questione di ore. Il nuovo sindaco ha dei partiti forti alle spalle, oltre a Fratelli d’Italia c’è anche la Lega.

Subito dopo c’è il percorso verso il Municipio, qualcuno consiglia di evitare il passaggio dinanzi alla sede di Michele Russo, sconfitto al ballottaggio. “Ci siamo comportati in maniera corretta, non accadrà nulla e andiamo per il corso, ne sono usciti a testa alta” dice Alfonso Di Massa. Il gruppo si sposta dall’altro lato del centro cittadino, Daniela Ugliano, Nunzia Di Lallo, Ida Brancaccio, Laura Semplice, Assunta Faiella, Loredana Prete e Anna Conte, felicissima per aver trovato un posto in consiglio alla sua prima esperienza politica, sfilano per le strade di Scafati insieme a tanti attivisti. L’avvocato Resia La Mura mantiene il suo impeccabile aplomb anche nella festa, ma non può esimersi dagli scatti con la ‘V’ di vittoria che si ripetono per tutta la serata, insieme anche alla grande trascinatrice Lucia Salvati che ha potuto contare su un vulcano come Patrizia Sicignano.

Davanti al quartier generale di Russo c’è la stretta di mano con Salvati, che non ha vinto una campagna elettorale tra i veleni, bensì una competizione avvincente, della quale i due sfidanti possono andare fieri. Neanche il fango gettato a iosa da Christian Cozzolino (il grande sconfitto di queste elezioni che è stato di capace di bruciarsi con la Lega, con un eccellente politico come Marco Cucurachi e infine al ballottaggio con Russo) sui social ha minato la serenità della campagna elettorale.

Nessuna tensione, il gruppo prosegue fino al Comune, dove Stefano Cirillo e Peppe Fattoruso dovrebbero dare il numeretto per ricevere tutti gli auguri, mentre i ‘dimassiani’ sono sempre il nucleo più compatto, con Corrado Scarlato, Alfonso Fantasia e Lello Lupo che festeggiano perché sanno di essere stati fondamentali in queste elezioni. La squadra di Alfonso Di Massa si lascia immortalare sulle scale, ma per contenere tutti servirebbero le scale di piazza di Spagna, proprio mentre Lello Raiola mostra la foto della serata in cui tutto è iniziato.

Pasquale Coppola è tra i più attivi, indossa una t-shirt verde speranza che sa di futuro. Ascanio e Modesta Cavallaro vanno ad accogliere l’avvocato Tiziana Amitrano, che dopo essere stata in prima linea nella perfetta organizzazione della macchina elettorale, si concede un po’ di relax lasciando al marito Cristoforo Salvati gli onori della cronaca, prima della foto celebrativa davanti al Comune. Ricevuta la maglia della Scafatese dal presidente Vincenzo Cesarano, Cristoforo Salvati può andare a riposare qualche ora, me nella piazzetta c’è ancora qualche altro brindisi, con Alfonso Di Massa e Pasquale Vitiello che già pensano a una festa per gli abitanti delle periferie, determinanti per il risultato finale, mentre Ida Brancaccio riesce alle tre di notte a trovare dei dolci alla pasta di mandorla che Luca Maranca sa di aver meritato. Poche ore e per Scafati è una nuova alba, ma in qualche articolo di queste settimana questo finale era già stato scritto. Ora si aprono le pagine di una nuova storia, del nuovo Risorgimento scafatese, perché se il Risorgimento italiano portò all’Unità, quello di Scafati non vuole essere da meno. Salvati è il sindaco di tutti.