Visto che nemmeno lui è immune dai social, ne approfittiamo per esporre il pensiero di queste ore del sindaco Manlio Torquato, in viaggio verso Nord per motivi personali. In questa mia personalissima pausa esistenziale (la seconda in 8 anni di Amministrazione) in giro a trovar parenti che non vedo da mesi o anni (come il Mastroianni di “Stanno tutti bene”), incontro Gennaro, Gennaro sta a Ravenna da 30anni, fa il custode ed era delle parti nostre (…”sapit’ dotto’, m’ avevan’ appicciat’ o’ negozio…ddoie vote…”). Gennaro mi spiega che dal centro al Mausoleo di Teodorico (totalmente fuori citta’) !), “…a piedi si fa subito, 10-15 minuti… E se tenete la bicletta pure prima”).
E qui la bicicletta la tengono tutti. Gennaro sta a Ravenna come il sottoscritto a Nocera: proviamo a custodire qualcosa. Che in questo personale, personalissimo pellegrinaggio, capisce ancora piu’ che le distanze non stanno sulla strada, ma nella nostra testa.
E quella e’ assai difficile da cambiare. E Gennaro mi dice un’altra cosa.
I suoi figli lavorano tutti. Uno e’ una specie di scienziato della Pizza che vola tra Perth e la California “…pero’ dotto’, s’e’ “litigato” col fratello (altro ristoratore provetto)…perche’ nuje assieme nun’ ce sapimm’ sta’ “… Ecco, non e’ che io mo’ a 50anni aspettavo di trovare Gennaro a Ravenna per scoprire un po’ di rogne nostre. Un po’ di luoghi comuni e tante verita’. Pero’ scopro che e’ vero che elevata la nostra quotidianita’ a paradigma del lamento, creaimo spesso problemi a noi stessi dove non ce ne sono: le distanze, la macchina, lo smog…semplicemente perche’ e’ dentro la testa nostra che non vogliamo risolverli. Sia chiaro: la politica, le Amministrazioni (non solo i sindaci)…, di cavolate ne facciamo tante. Ma peggio ancora quella sub-cultura entrata nei nostri Uffici pubblici una manciata di anni fa; per cui ancora oggi abbattere 4-5 pini, progetto o no, malati o no, che vuoi che sara’ mai ! Quella che fa di noi una specie di SudAmerica d’Italia, il paese del “mas o menos” del “vabbuo’ cche ffa’…” e di cui, lo ammetto, non sempre riusciamo a tenere il controllo. Per cui riusciamo a intossicarci, a distanza, anche in quella che doveva essere una pausa siderale, senza “slanci, speranze, tragedie…” Anche se poi, diciamolo…meno male che Gennaro c’e’.
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