Un aumento dell’incitamento all’odio da parte dei politici, e del razzismo e xenofobia nel discorso pubblico, particolarmente nei media e su internet preoccupa l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. È scritto nel rapporto di monitoraggio sull’Italia votato a Strasburgo, e che la delegazione italiana, bipartisan, voleva cambiare con emendamenti tutti però rigettati. Nella relazione su cui si basa il rapporto si esprime preoccupazione anche per la chiusura dei porti italiani ai migranti.
L’ Agcom ha diffuso il nuovo testo che mette nel mirino stereotipi, discriminazioni o espressioni d’odio sia sui media tradizionali che su quelli moderni, finalmente un freno alle espressioni violente che incitano all’odio, razziale, religioso o di qualsiasi altro genere, che hanno invaso televisione, radio e soprattutto i social network. Questo è l’obiettivo del nuovo regolamento varato dall’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha redatto il testo dopo una consultazione pubblica a cui hanno partecipato le associazioni di settore, società civile e imprese, con la collaborazione dell’Ordine dei giornalisti. Il regolamento contro il cosiddetto ‘hate speech’ è stato promosso dal consigliere Antonio Nicita, e prende di mira tutti ogni tipologia di espressione che possa incitare o fomentare violenza, odio e discriminazione, sia sui media tradizionali che su quelli moderni. “
Un grosso cambiamento soprattutto per quanto riguarda il web, veicolo attraverso il quale l’odio si muove con molta più facilità, grazie anche alle fake news e ad un utilizzo scellerato dei social network. Per quanto riguarda la televisione invece l’Agcom ha previsto che vengano attivate delle iniziative per promuovere l’inclusione sociale, la coesione e i diritti della persona. A tal proposito l’Autorità ha inoltre predisposto un video a carattere istituzionale disponibile da oggi sul sitodell’Agcom e sui propri canali social e che nei prossimi giorni sarà oggetto di una specifica campagna sulle reti televisive nazionali.“
Attraverso molte piattaforme oggi vengono veicolati sempre più messaggi che incoraggiano all’offesa e alla prepotenza: spesso questi attaccano categorie specifiche, come gli immigranti, i rom, gli omosessuali, le donne o i musulmani, dando spazio a luoghi comuni che alimentano questo tipo di retorica, creando un clima diffuso di ostilità. Multe salate a chi diffonde odio e intolleranza. Non si tratta di censura, garantisce l’Autorità, sottolineando la legittimità della libertà d’espressione del singolo così come delle testate giornalistiche.

