Era già accaduto nel marzo 1993, quando il consiglio comunale di Pagani fu sciolto per infiltrazione mafiosa. A distanza di 19 anni il Consiglio dei ministri, su richiesta del capo del dicastero dell’Interno,Cancellieri, a marzo del 2012, deliberò nuovamente lo scioglimento del consesso civico paganese. Ulteriori diciotto mesi di commissariamento, prima di poter tornare ad un sindaco capace di amministrare la città senza ombre, senza condizionamenti, senza inchieste giudiziarie. Quel sindaco, si chiamava e si chiama ancora Salvatore Bottone, l’amministratore che ha pensato per prima cosa ad un necessario risanamento, dopo aver trovato una situazione disastrosa sotto tutti gli aspetti, e poi a programmare il rilancio. Le accuse del competitor, ripetute e prive di qualsiasi fondamento, gli scivolano addosso, sanno di preoccupante propaganda e di timore che una vittoria data già per ottenuta lunedì sera e data per scontata nei giorni successivi possa invece non essere più così sicura. Bottone, in questi anni, ha parlato coi fatti, cioè con atti che sanno di continuità laboriosa, da buon padre di famiglia, come spesso si definisce. Con lui i rischi di un passato che a Pagani tutti ricordano non si ripresenteranno…

