Elezioni Scafati. Ballottaggio, la nuova era del familismo scafatese

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Belle parole, frasi di rinascita, di riscatto, di svolta. Sono rimaste probabilmente solo quelle a neanche 48 ore dallo spoglio elettorale, con Cristoforo Salvati del centrodestra e Michele Russo del centrosinistra che si sfideranno al ballottaggio per la carica di sindaco. Lo scenario che ne viene fuori quando ufficialmente non sono stati annunciati apparentamenti è ancor più inquietante.

Salvati da un lato spinge le sue liste e punta sul vantaggio degli oltre 2.000 voti del primo turno, mentre per Russo è già tempo di accordi. E mentre Scafati si interroga su possibili alleanze, c’è chi stamattina in città parlava di cambiali da staccare. Scafati rischia così di trasformarsi nella nuova politica del familismo, quella che stavolta vedrebbe Russo a capo del suo gruppo di fedelissimi composto da Annunziata Ferrentino e Gianpiero Russo della lista ‘Sostiene Scafati’ e Annamaria Federico e Filippo Quartucci di ‘Scafati moderata’. Quest’ultimo, poi, è stato l’uomo che ha salvato Aliberti quando si doveva votare il bilancio consuntivo nel 2016 (insieme a Raviotta), passando tra i banchi della maggioranza. La famiglia dell’ex sindaco è ormai schierata con Russo, rinnovando l’inciucio politico di un passato non molto lontano, ignorando che gli scafatesi che hanno sostenuto Fogliame sono  essere elettori di centrodestra.    

I quattro candidati al consiglio fedelissimi di Russo hanno un bagaglio di poco più di 1.000 voti che al ballottaggio, com’è logica che sia, si restringono con un maglione di lana in lavatrice ad alte temperature. Speriamo solo che non si restringano le opportunità per gli scafatesi, quelli che hanno portato avanti un’ideologia politica concretizzatasi all’interno della cabina elettorale, dove la risposta su quale sia l’unico centrodestra riconosciuto in città è arrivata con la croce sul nome di Cristoforo Salvati.