Elezioni Scafati. Affluenza in calo tra seggi blindati, pioggia e sorrisi

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Inizia con la pioggia e termina con la pioggia la giornata elettorale a Scafati. Come se l’acqua piovuta dal cielo servisse a cancellare la polvere di un passato politicamente drammatico con lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. L’affluenza è stata del 73,20%, con picchi del 78% per quanto riguarda alcune sezioni, come la numero 17 della scuola Ainardi in centro. Nel 2013 al primo turno ci fu un’affluenza dell’80,59% ma non in una giornata uggiosa.

Sono state elezioni blindate. La macchina dell’ordine pubblico ha funzionato in maniera perfetta, non solo per quanto riguarda la giornata, ma in sostanza in tutta la campagna elettorale. Lavoro straordinario, ma indispensabile per il regolare svolgimento delle amministrative scafatesi, quello di Maria Rosaria Picardi, Sovraordinato ex art. 145, che ha organizzato la vigilanza in tutti i seggi cittadini, gestita da carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili urbani, questi ultimi alla fine di un estenuante tour de force agli ordini del vice comandante Pasquale Cataldo e capaci di presidiare ad ogni comizio, oltre che ad ogni sede elettorale. Il funzionario economico-finanziario della Questura di Napoli e il capo della polizia municipale hanno trascorso la giornata tra la gente, nei seggi, controllando la vicinanza di candidati. Da una scuola all’altra, senza soste. Lo Stato c’era alle elezioni e si è fatto sentire. Grazie ai controlli non si sono verificati episodi particolari, a parte quello raccontato (ovviamente sui social) dall’ex sindaco Pasquale Aliberti che avrebbe potuto avvelenare il voto, invece così non è stato. Anzi, è stata una giornata appassionate, con i “dimassiani”, ovvero gli uomini del candidato Alfonso Di Massa, lontani dai seggi, che spesso hanno incrociato i rivali. Il candidato di Fratelli d’Italia è stato il primo e l’unico a non aver mai risposto alle polemiche create ad arte sui social durante la campagna elettorale, mantenendo la coerenza in un programma dalle ambizioni alte e dai toni bassi.

E mentre qualcuno ha approfittato del web per violare il silenzio elettorale nella notte tra venerdì e sabato, ma purtroppo senza riportare interessanti contenuti, la sfida è stata appassionante per le battute anche scherzose che si sono succedute nell’arco della giornata in cui, soprattutto nella mattinata, la pioggia ha imperversato.

In serata, in via Martiri d’Ungheria, lontano dalle sezioni elettorali, l’abbraccio improvvisato tra il candidato sindaco Cristoforo Salvati e Alfonso Di Massa. Qualcuno poco più in là aveva consumato pane e mortadella, ma Anna La Sala, candidata con la lista ‘Salvati sindaco’, li aveva bacchettati con una battuta: “Ormai fate come i comunisti”. Un episodio che racconta la serenità con la quale la parte del centrodestra che ha appoggiato il medico legale è arrivata alla giornata decisiva per riscrivere la storia di Scafati.

Imperterrito anche Mariano Falcone, coordinatore della Lega, che in serata si è goduto i dati delle Europee dopo una giornata trascorsa in sostanza sotto la pioggia.

Clima teso, quindi, soltanto nel seggio di via Nappi, dove l’accesso era consentito esclusivamente a chi mostrava la tessera elettorale agli uomini della Guardia di Finanza che controllavano i varchi e il regolare svolgimento delle elezioni, un’opportuna forma di cautela vista la delicatezza della giornata e della sede. Troppi candidati hanno individuato il seggio come una roccaforte, ma la Picardi ha spento i focolari sul nascere. In via Nappi tutto procedeva regolarmente, mentre le pretoriane di Alib… ehm scusate Fogliame, ovvero Teresa Formisano e Carmela Berritto, sbirciavano da lontano.

Da oggi lo spoglio, perché dopo una giornata di pioggia serve una frase alla via col vento: “Dopotutto domani è un altro giorno”. Mai come stavolta è terribilmente vera e necessaria per Scafati.