Elezioni Scafati. Cristoforo Salvati “sindaco per acclamazione”

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Quando Cristoforo Salvati prende il microfono per l’ultima volta da candidato a sindaco di Scafati c’è la sensazione, nella sala consiliare, che presto in quel luogo nel quale si decidono i destini della città, il medico proposto dal centrodestra compatto e coerente, diventerà il padrone di casa. Non un despota, ma il sindaco dell’ascolto, dell’apertura. Lo dice lui stesso nell’ultima serata di campagna elettorale, quando l’aula consiliare è strapiena, con la metà delle persone costretta a restare in piedi per i posti tutti sold-out. “Farò il sindaco di Scafati e lo farò anche insieme all’opposizione, perché il dialogo e il confronto possono far crescere la città”. Campagna elettorale dai toni bassi, ma l’intervento del sindaco è preceduto da quello di Stefano Cirillo della lista civica Identità Scafatese che alcune cose deve puntualizzarle. L’innominabile diventa così l’incandidabile nelle parole del politico che strappa applausi e consensi alla folla.

Ma è la serata di Cristoforo Salvati, con lui c’è l’avvocato Maria Pisani che è stata la coordinatrice tecnica di una campagna elettorale eccellente nello stile, nei toni, nelle proposte e nelle idee, ma soprattutto nella partecipazione di massa.

A benedire la vigilia delle elezioni c’è anche Imma Vietri, coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia, una delle liste più forti a sostegno di Cristoforo Salvati.

L’abbraccio arriva anche da Mariano Falcone della Lega, una sconfitta per le malelingue  cancellate da un abbraccio sincero e commosso tra Falcone e Salvati dopo le parole pronunciate dell’esponente del partito di Salvini.

Quando Cristoforo Salvati si alza per arrivare al microfono è la folla ad accompagnarlo, come il presentimento di un trionfo che sta per avvenire, come accadeva quando si stava per entrare nell’antica Roma attraverso la via Sacra per poi arrivare al Tempio di Giove sul Campidoglio. L’altra metà della sala che aveva trovato posti a sedere si alza in piedi e lo applaude, in maniera lunga e scrosciante, accompagnandolo visibilmente emozionato all’ultimo discorso da candidato sindaco. Da candidato, appunto.

Cristoforo Salvati il programma non lo guarda neanche, ha poche righe scritte su un foglio, ma ormai le sue idee sono ben chiare. Il suo diventa un appello al voto per salvare Scafati. Il medico apre le porte a tutti, accarezza con la sua voce anche le competizioni interne, perché quelle ci sono, ma evidenzia il valore di una squadra che lo ha sostenuto con correttezza. La sua famiglia, con la moglie e la figlia in prima linea, è commossa per l’affetto che la gente riserva a una persona educata, mite e rispettosa anche di fronte a violenti attacchi. “Non querelo, pensiamo soltanto a far rinascere Scafati, pensiamo a governarla senza polemiche, pensiamo a crescere tutti insieme”.

Alla fine è festa per tutti, la manifestazione d’affetto è incredibile per il candidato sindaco, destinato a diventare solo ex candidato: “Voglio chiuderla il 27 Maggio questa partita”. Gli avversari non mollano, ma chissà in quanti tra loro cercheranno posti sul carro. In sala non c’era più spazio neanche per uno spillo. Salvati può diventare sindaco per elezione, ma da stasera lo è già per acclamazione.