Non sono bastati al Taranto tutti i buoni propositi della vigilia e nemmeno i 350 tifosi giunti a supporto al “Giovanni Paolo II”. Con una doppietta dell’argentino Montaldi, la Virtus Francavilla si aggiudica il match clou di giornata ed allunga ancora in classifica. Prova a tenere a bada l’entusiasmo il patron brindisino Magrì, che si scusa al contempo con i tifosi tarantini per il limitato numero dei tagliandi d’ingresso a disposizione.
L’undici di Campilongo sprofonda a dieci lunghezze dalla matricola terribile Virtus ed a Taranto imperversa la tempesta. Dal settore ospiti, al termine della gara, si è levata forte e decisa la contestazione dei tifosi rossoblù all’indirizzo dei propri calciatori. Ma non solo. Ne hanno avuto per tutti i sostenitori jonici. Dal tecnico Campilongo al diesse Montervino, passando per la proprietà. Nella conferenza post partita, proprio la presidente Elisabetta Zelatore ha – nemmeno troppo velatamente – reso il benservito a Sasà Campilongo, invitandolo a trarre le dovute conclusioni a fronte di una classifica estremamente deficitaria. “Indipendentemente da quelle che saranno le scelte della società, lui saprà come regolarsi. È una persona intelligente“. L’ipotesi dimissioni pare comunque, al momento almeno, decisamente marginale. Le parti starebbero pensando ad una risoluzione consensuale del contratto che lega il tecnico napoletano al sodalizio pugliese sino al 2017. Si lavora, a questo punto, alla quantificazione della buonuscita di Campilongo.
Alle spalle della capolista, rallentano anche il Francavilla in Sinni, che a Manfredonia non va oltre il pari (Bozzi replica al solito Aleksic), e l’Unicusano Fondi, che al Purificato si fa raggiungere dal Pomigliano. Decisamente meno straripante il rendimento dell’undici di Pochesci da quando il bomber Meloni è a secco. A braccetto con il Taranto, costretto a fare da spettatore alla corsa alla Lega Pro, il Nardò, sconfitto in ciociaria dall’Isola Liri.
In coda, secondo risultato utile consecutivo per il Picerno – evidentemente rinvigorito dalla cura Arleo – che pareggia tra le mura amiche contro il Marcianise. Sempre inchiodato alla penultima poltrona il Gallipoli, sconfitto a domicilio per mano del San Severo, mentre muovono piccoli passi in avanti l’Aprilia (pari nella noiosa sfida del Liguori contro la Turris) ed il Serpentara (che conferma il proprio momento felice, strappando un punto al Ventura di Bisceglie).
Accenna un mezzo sorriso il Potenza, che dopo i travagliati, ripetuti e repentini ribaltoni in panchina, torna con un prezioso punto in ottica salvezza dalla trasferta di Ponte. Nemmeno il tempo di dar corso all’Agovino bis (che si esaurisce nella domenica nera del ko interno per mano del Picerno), che è già Marra bis (all’Ocone in panca ci va l’allenatore dei portieri Catalano, ma solo per questioni burocratiche). Decisivo l’incontro chiarificatore tra il tecnico ed il co-presidente Vangone. Un confronto che ha consentito alle parti di rimuovere vecchi dissapori e di ripartire con rinnovata fiducia (furono proprio le continue frizioni con Vangone, dieci giorni fa, a rendere inevitabile l’esonero di Marra). A spiegare i retroscena della rottura con Agovino, nel dopogara di Ponte, il diesse Flammia. “Prima la contestazione dei tifosi, poi i certificati medici presentati da Agovino per giustificare la sua assenza agli allenamenti. Non potevamo restare a guardare. Serviva un’ulteriore scossa. Adesso attendiamo solo che la burocrazia faccia il suo corso, in modo che Marra possa tornare a sedere in panchina”.
Raffaella Ascione

