I giudici tributari arrestati sono Spanò e De Camillis

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Ci sono dieci cause tributarie per un valore d’imposta di circa 15 milioni di euro al centro dell’inchiesta della Procura di Salerno che ipotizza episodi di corruzione negli uffici della sezione distaccata della commissione tributaria regionale. L’inchiesta, condotta dal nucleo di polizia economica della Guardia di Finanza, è coordinata dalla pm Elena Guarino con il procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale ha portato agli arresti di due giudici tributari, Fernando Spanò e Giuseppe De Camillis, 6 imprenditori, 4 consulenti e 2 impiegati. Agli atti dell’indagine, anche video che documentano passaggi di denaro, mazzette ai giudici nell’ascensore chiamate in codice mozzarelle, soldi messi in tasca, con micro-telecamere che riprendevano tutti. Le misure sono state emesse dal giudice Piero Indinnimeo. Gravissimo il coinvolgimento dei giudici della sezione regionale tributaria. Spanò è il vice presidente della seconda sezione mentre De Camillis è un pezzo grosso. I regali non si fermavano alle dazioni in denaro e avvenivano non solo in ascensore ma anche presso le abitazioni degli indagati: erano stati promessi l’assunzione del figlio di uno dei giudici, da parte degli imprenditori corruttori e l’utilizzo di un appartamento in città, a titolo gratuito.