Leggendo il Martirologio di Adone di Vienne, alcuni autori hanno identificato Prisco come uno dei settantadue discepoli di Gesù, precisamente quello in casa del quale si svolse l’ultima cena. Questa ipotesi daterebbe l’arrivo di un Prisco a Nuceria Alfaterna nel I secolo direttamente da Gerusalemme. Tuttavia sono dieci i santi che portano questo nome e tale ricostruzione, ad esempio, è identica a quella utilizzata per l’arcidiocesi di Capua, dove il primo vescovo ha nome Prisco. Altra ipotesi che porterebbe Prisco al I secolo è la leggenda della sua morte che sarebbe avvenuta intorno al 68. Tale circostanza è riportata nel Martirologio attribuito a Sofronio Eusebio Girolamo: vi si legge che il 12 ottobre del 68 sotto Nerone furono martirizzati un Felice da Nola, un Felice da Nuceria e una Costanza (o un Costanzio) ancora da Nocera (identificati con i santi martiri nocerini Felice e Costanza), mentre un Prisco era stato martirizzato il 16 settembre. Al santo la tradizione popolare ascrive molti miracoli. Accusato di eresia per aver celebrato messa all’alba in solitudine, prelevato ancora in abiti talari fu costretto a recarsi a Roma per discolparsi al cospetto del papa. Non avendo nulla da offrire in dono al pontefice convinse delle oche a seguirlo fino nel Lazio per farne dono al successore di Pietro. Di fronte al papa apparvero degli angeli che lo discolparono totalmente. Impressionato da tale miracolo il pontefice fece dono a Prisco di una grande fontana di marmo che il santo trasportò fino a Nocera col solo ausilio di due “vaccherelle”. Inoltre il santo, per soddisfare le esigenze dei compagni assetati, fece comparire dal nulla una cerva che li dissetò col proprio latte, scaldandoli con dei tizzoni ardenti che aveva conservato sotto la tunica. Prossimo alla morte, decise di adagiarsi nella stessa tomba che accoglieva le sorelle, chiedendo ai loro scheletri di spostarsi per fargli posto, desiderio che gli fu esaudito. A san Prisco, infine, è attribuito anche il miracolo della separazione della montagna spaccata, un passo (probabilmente opera romana) situato al confine tra i comuni di Nocera Inferiore e Castel San Giorgio.
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