La Riflessione – Lavoro di tutti, ma non per tutti

0
45

Polemiche sulle decisioni e proposte di governo, anche al concerto del primo maggio. Ambra Angiolini, conduttrice del concerto di quest’anno ha polemizzato sugli sgravi fiscali concessi ai datori di lavoro, nel caso assumino una donna, come previsto dalla Legge 92/2012, legge Fornero, e dal Decreto Interministeriale del 28 novembre 2018. L’ Angiolini provoca con la frase degli anni ’80, modificata per la situazione: “lo sgravio è mio e me lo gestisco io”. Probabilmente la conduttrice ha ragionato in questo modo: bisogna promuovere gli sconti ai datori di lavoro, per assumere donne? Infatti al suo collega conduttore che la stuzzica controbattendo: “ma tu ci guadagni”, lei risponde che a guadagnarci è il datore di lavoro, lei di guadagnato ha solo il diritto di lavorare. Appunto, un diritto. Non è facile guadagnarsi questo “diritto”, né per le donne, né per i giovani, né per chiunque altro. Certo, promuovere azioni di sostegno alle imprese per assumere, sicuramente sarà di aiuto all’occupazione. Ma, quando il periodo di sgravio finirà, chi assicura il lavoratore che non ritornerà disoccupato? Qualcuno mi risponderà che a quel punto si faranno carico le politiche sociali e del welfare, dove possono. E non entriamo nel merito. Ma almeno lasciatemi dire un’ovvietà: ma se le imprese si aiutassero sempre con politiche di controllo di concorrenza scorretta? Se si potessero adeguare costi e ricavi, nel senso che le materie prime potessero subire un adeguamento al tipo di prodotto finale? E se si diminuissero le tasse a carico dei datori di lavoro, sempre, pure al 20% piuttosto che al 50% solo per 18 mesi? Le risposte, però, le rimandiam agli economisti e a quelli ferrati nelle politiche del lavoro. Noi che siamo, appunto, i lavoratori, ci ripromettiamo di espletare il nostro dovere con immutata diligenza, senza abusare dei nostri diritti, senza mai perdere ambizioni e dando una mano a crescere chi ha creduto in noi, che siano aziende o singoli datori di lavoro, usando prima di tutto il rispetto reciproco che sarà direttamente proporzionale al salario e alla riuscita dell’impresa.