Si racconta che un tempo un giovane bello e gentile di nome Posillipo si innamorò di Nisida, fanciulla dal cuore duro.
Dopo anni vissuti sperando in vano che lei ricambiasse il suo amore, Posillipo decise di porre fine al proprio dolore gettandosi in mare.
Il Fato, per rendere eterno il suo amore puro, trasformò il giovane nello splendido promontorio che oggi prende il suo nome, bagnato dalle acque del Golfo di Napoli; e la fanciulla, post mortem, divenne il piccolo isolotto che si erge nel settore orientale del golfo di Pozzuoli: Nisida.
L’istmo che separa i due sarebbe l’emblema di quell’amore mai vissuto. Superando la leggenda si riconduce la genesi di Nisida all’attività vulcanica che ha caratterizzato l’area flegrea successivamente alla formazione della caldera del tufo giallo napoletano.
L’isolotto è un piccolo paradiso alle porte di Napoli, citato già nel I Secolo a. C. da scrittori quali Stazio e Plinio.
Domenica 5 maggio si potrà partire alla riscoperta dei panorami mozzafiato, della flora e della vegetazione naturale scomparsa ormai sulla terra ferma.
Grazie all’impegno dell’Associazione Vivara Onlus, guide di esperti illustreranno gli aspetti storici, letterari, geologici e naturalistici di Nisida.
La visita è gratuita ma con prenotazione obbligatoria, entro il 2 maggio, ai numeri 3477845281 / 3477711979
Giuseppina Rita De Stefano

