Salerno, boom di ricorsi per spaccio di droga

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Il principio sancito recentemente dalla Corte costituzionale parte dal presupposto che la differenza di pena, un massimo di quattro anni per lo spaccio di droghe leggere e un minimo di otto anni per lo spaccio delle pesanti «costituisce una sproporzione in contrasto con i principi di eguaglianza e ragionevolezza e con il principio di rieducazione della pena».Lo scorso anno è arrivata la sentenza di primo grado che, in virtù della scelta del rito abbreviato, ha concesso all’imputato lo sconto di un terzo della pena: così dal minimo degli otto anni, l’uomo ha incassato 5 anni di reclusione ridotti poi in appello a 4 anni e 4 mesi. Immediato il ricorso preparato dai legali dell’imputato dopo la nuova norma sancita dalla Corte Costituzionale che riformula la pena base in materia di droghe pesanti dichiarando sproporzionata la pena minima di 8 anni. Dopo la sentenza, che rappresenta una delle prime pronunce della Cassazione in materia, è boom di ricorsi davanti al tribunale di Salerno per riformulare le pene di  imputati coinvolti in procedimenti penali non ancora definiti. Allo stesso modo, davanti ai giudici finiscono anche sentenze già passate in giudicato ma ancora in esecuzione.