A un giorno dal 25 aprile festa della Liberazione, superando le tante polemiche su chi lo festeggerà o meglio lo ricorderà e chi no, diamo spazio a chi fa della Resistenza e della Rivoluzione un motto per la vita. E lo fa con qualcosa di pacifico e di trascendentale, come la sua arte. Parliamo di Jorit Agoch, artista specializzato in Street Art, napoletano, che opera maggiormente a Napoli. Jorit in questi giorni ha concluso un murales a Palma Campania, ispirato al 14enne migrante, morto in mare, con la pagella cucita nelle tasche dei pantaloni, che ha scosso l’indifferenza dell’ Occidente. Agli occhi ha dato uno sguardo carico di speranze, le speranze di chi partito dal Mali è alla ricerca di una vita migliore. Il 14enne rivive in un maxi murale realizzato dallo street artist su un palazzo di 4 piani a Palma Campania: l’opera emoziona chiunque la vede. Chiamato dal sindaco Aniello Donnarumma, Jorit ha avuto la possibilità di scegliere il tema da trattare. E ha pensato al piccolo con la pagella, lo ha battezzato Kukaa quel bambino che voleva mostrare a chi lo vedeva come minaccia, quanto fosse bravo con i suoi bei voti a scuola. Kukaa in lingua swahili significa “restare” , e Jorit lo sceglie per rivendicare il diritto di tutti a restare nella propria terra senza essere sfruttati da altri popoli, il diritto di contribuire allo sviluppo del proprio Paese senza essere schiavi. Kukaa rappresenta così tutti i bambini migranti.
L’artista conosce bene l’Africa e quante sofferte partenze provengano da lì, solo con la speranza di poter donare un’esistenza dignitosa alle proprie famiglie. Nella parte inferiore del murale c’è il profilo di Kukaa, in quella superiore – quasi a protezione del 14enne – il volto di Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso assassinato nel 1987. Leader carismatico ricordato come il “Che Guevara africano”, si distinse per le riforme sociali e la lotta contro imperialismo e neocolonialismo.
“Queste due figure si parlano in un Comune dove c’è una forte presenza di immigrati – racconta Jorit – Volevo lanciare un messaggio che facesse riflettere. Sankara è una figura rivoluzionaria, ha cercato di risolvere il problema dell’emigrazioni migliorando le condizioni del suo popolo, ribadiva l’importanza delle radici e della creazione di un modello di sviluppo contro lo sfruttamento. Ha cercato di dare risposte mettendo in pratica gli ideali di umanità e uguaglianza”. Il murale si trova tra viale Giacomo D’Antonio e via Circumvallazione.
Durante la realizzazione sono stati tanti i curiosi, tra cui scolaresche e cittadini. Jorit nell’iniziare la sua opera aveva scritto alcune frasi di Vincenzo Russo, intellettuale della Rivoluzione Napoletana del 1799, originario proprio di Palma Campania e giustiziato a Napoli, in piazza Mercato, sulla parete.Tra i colori delle bombolette spray si nascondono, ora, solo alcuni messaggi raccolti nel progetto “La gente di Napoli”: “Guai a prendere in giro il popolo” che riprende una frase di Sankara, “La terra degli uomini integri” che è il significato di Burkina Faso. Ma anche frasi lanciate all’artista dalla gente comune come “Rispunn”, “La rivoluzione è un fiore”.Nell’occhio sinistro di Sankara c’è il nome di Marilena Nappi, docente del gruppo archeologico “Terra di Palma” recentemente scomparsa, nell’occhio destro c’è scritto “Rivoluzione”. La Rivoluzione che lui come un Masaniello dei nostri tempi vorrebbe fare, spingendo con le sue bellissime opere a riflettere e al ritorno all’umanità.

