Unina. Quarta conferenza “Una lingua perduta e ritrovata?”

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“Una lingua perduta e ritrovata?” è il titolo della quarta conferenza del 13° ciclo di “Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza” che si terrà giovedì 21 gennaio 2016, alle 20.30, presso il Centro Congressi federiciano di via Partenope a Napoli. Protagonista dell’evento Nicoletta Maraschio, docente dell’Università di Firenze e dell’Accademia della Crusca. Si tratta un ciclo di conferenze realizzato dall’Unina con l’obiettivo di diffondere cultura scientifica e tecnologica. “Come alla Corte di Federico II” rientra in F2 Cultura, il progetto culturale che comprende un vasto programma di iniziative in molteplici ambiti disciplinari.

“Perché hot spot? Perché voluntary disclosure?” – scrive Nicoletta Maraschio. Non si tratta dei soliti anglismi quotidiani, ma di un’altra lingua. Hermann Haller ha intitolato un suo libro sull’italoamericano Una lingua perduta e ritrovata (1993), dimostrando la perdurante vitalità della nostra lingua negli Stati Uniti. Una lingua “ritrovata” da molti “nipoti” alla ricerca di radici familiari. Per questa conversazione ho pensato di riprendere il titolo del libro di Haller (aggiungendovi un punto interrogativo) come spunto per riflettere sulla nostra lingua e sulla sua condizione. E’ vero che l’italiano è in crisi? L’eccesso di anglismi e un uso sintattico e lessicale sempre più stereotipato e povero possono essere assunti come indizi di una decadenza irreversibile, di un processo di dialettizzazione? O sono altre le spie di una fragilità linguistica difficile da correggere? E’ possibile prevedere per l’italiano un “ritrovamento”?

Mi è capitato tra le mani un piccolo libro del 1987 a cura di Jader Jacobelli Dove va la lingua italiana? L’ho riletto e mi ha impressionato ritrovare nelle parole di diversi personaggi illustri allora intervistati non solo gli stessi argomenti, ma anche gli stessi atteggiamenti e sentimenti che riscontriamo oggi nel dibattito intorno allo stato della nostra lingua. Il libro mostra che il movimento dell’italiano non è stato lineare, ha conosciuto resistenze, persistenze e accelerazioni molto significative e di conseguenza anche la “questione della lingua” ha avuto lo stesso andamento. E dunque non si tratta di un problema dell’oggi. Tutte le lingue stanno vivendo un processo di semplificazione e tutte sono influenzate dall’angloamericano. La rivoluzione comunicativa in corso, la globalizzazione e l’esigenza di una lingua “franca” comune sono le cause principali di molte trasformazioni in atto. Ma perché la “sofferenza” dell’italiano ci pare particolarmente grave?

In occasione della conferenza sarà allestita la mostra “MATERICA, la scienza come (non) te la immagini” di Michele Alfè e Mauro Caccavale, del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche e artisti fondatori del Collettivo O-ring Art Studio. Tutte le conferenze in programma sono disponbili sul canale youtube di ‘Come alla Corte di Federico II’ anche in diretta streaming. E’ gradita la prenotazione. Per registrarsi, collegarsi al sito www.comeallacorte.unina.it e cliccare su “Prenotati” oppure inviare una e-mail all’indirizzo allacort@unina.it.

 

(Fonte UNINA)