La lista dei testimoni era lunga, si sapeva. Dal Vescovo al Sindaco, chiamati in causa, come testimoni, nel processo “Un’altra storia”. caso politico-giudiziario esploso due estati fa, ad elezioni comunali appena consumate. Oltre al Vescovo e al Sindaco, hanno deposto consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, carabinieri che procedettero nell’indagini, stretti collaboratori del Vescovo ed altri. In una delle precedenti udienza, era toccato al Vescovo Giudice spiegare la faccenda del terreno e sottolineare le pressioni dell’ex parroco Santoriello. Stamattina il sindaco Manlio Torquato, a precise domande del presidente del Collegio Giudicante Russo Guarro, ha confermato i colloqui intercorsi col Vescovo sulla faccenda della richiesta di cambio di destinazione d’uso del famoso terreno privato che richiedeva sul territorio della parrocchia affidata a Santoriello. Ha rimarcato anche che il piano urbanistico, approvato da poco, non poteva prestarsi al cambiamento richiesto, pur tenendo conto delle osservazioni e delle richieste – in questo caso piovute dall’alto ma questo lo aggiungiamo noi- che normalmente i singoli cittadini possono portare avanti. Di particolare interesse ma anche di particolare gravità sono state le deposizioni degli esponenti dell’Arma dei Carabinieri, precisamente per il Ros. Le parole di Mambor e Santagata hanno confermato in pieno quel che è emerso dalle indagini sulla parte rigaurdante la compravendita dei voti, con prove sottoforma di intercettazioni di sms che mostravano foto di schede votate nel cosiddetto segreto dell’urna per aver in cambio i 50 euro promessi da quella che era diventata una specie di club tutto particolare, che trovava sede in una sala giochi nei pressi del centro per dare il via ai pagamenti, come risulta dalle intercettazioni del Ros. L’unica vera eccezione mossa dal presidente Russo Guarro ha riguardato il contenuto delle immagini mostrate, ovvero se le schede mostrate dai votanti fossero vere o trattavi di fac simile fotografati col solo scopo di accaparrarsi i soldi promessi, roba che ovviamente le immagini non possono chiarire del tutto. Resta in ogni caso l’ombra di un certo spessore su quella domenica elettorale e chi dall’opposizione, quella senza ombre, successivamente si è battuto perchè fosse ritirata – come è avvenuto – la famosa delibera che chiedeva all’ufficio tecnico lumi sulla richiesta del Vescovo può ritenersi soddisfatto, non elettoralmente ma moralmente.
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